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 di Rocco Marcozzi * Per il rilancio della piccola e media editoria sono necessarie norme che pongano dei vincoli alle imprese in posizione dominante e, insieme, che aiutino editori piccoli e medi, librai, e tutti gli operatori del settore a colmare i "gap" attualmente esistenti, ad accedere alle nuove tecnologie, a reggere i costi a volte anche impossibili di un mercato sempre più concentrato. La diffusione della conoscenza, di nuove idee, passa per questo tipo di interventi urgenti assai pi? di quanto non si possa credere. (continua)
* editore, componente del coordinamento della Italia centrale dei "Democratici Solidali Liberali".
di Rocco Marcozzi *
Sono un piccolo editore, con l'aspirazione di diventare medio. Se fossimo in un Paese in cui i principi di concorrenza vengono rispettati, in cui esista un Antitrust con poteri effettivi e non solo purtroppo quasi formali, avrei certo qualche speranza in più.
Abbiamo sede nelle Marche, in uno dei "poli" industriali di fronte all'Adriatico: una città densa di piccole e medie imprese. Un tempo guardavano al mare con speranza, oggi invece con crescente preoccupazione. L'assenza di regole di concorrenza, a livello anche internazionale, le mette tutte in pericolo. Ma su questo tornerà un'altra volta, se volete, magari.
Fare l'editore è un lavoro che mi emoziona spesso. Emoziona pensare a quante persone, le più diverse, finirà in mano un testo, a quante sensazioni susciterà. Quante vite può cambiare un libro?
Una volta ho pensato a quanto doveva essere emozionato Gutenberg, a stampare i suoi primi testi, ed a quante cose sono successe, da allora, un po' grazie a lui. Mi emoziona pensare a quanto Gutenberg potesse essere emozionato.
A noi è accaduto di pubblicare testi nuovi, o rimossi dalla circolazione; testi censurati, testi che si era tentato di ricoprire con una patina di polvere, di rimuovere dall'immaginario collettivo. Ancora una doppia emozione.
Quando circolano idee nuove, quando circola conoscenza, bisognerebbe che qualcuno cominciasse a pensare a quanta fatica ciò può esser costato all'editore, fatica ed a volte coraggio; oltre che all'autore naturalmente.
Mi voglio immaginare, brevi istanti, assessore alla cultura alla regione. Non di una regione dell'immaginario, in cui cavalchino Ippogrifi o don Chisciotti alla carica della luna, ma di una qualsiasi delle regioni di questo Paese, in cui ad esempio si andrà a votare.
Che fare per la piccola e media editoria, per la diffusione della conoscenza, della cultura, in un mondo in cui tutto è collegato, in cui l'equivalente del battito d'ali di farfalla di una delle imprese in posizione dominante, che hanno in mano ciò ch'è definito "mercato" può significare la scomparsa di piccole o medie aziende come la mia?
Occorrono norme che contrastino le posizioni dominanti, naturalmente; e che aiutino la piccola e media impresa a reggere i costi in ciò ch'è, ripeto, definito "mercato".
Non avrei i poteri di decidere in luogo dell'Antitrust, naturalmente (ma poteri effettivi non li ha neppure l'Antitrust, lo dicevo prima), quindi mi muoverei su un diverso livello.
Ad esempio, aiuterei a pagare l'affitto a chi volesse aprire una libreria. Mi racconta un distributore romano di come una libreria vicina a San Pietro sta per essere sostituita da una pizzeria, per i costi insostenibili del rinnovo del contratto d'affitto.
E' noto infatti che la pizza reca in sè un valore aggiunto culturale ben elevato, al punto di consentire il pagamento di un fitto con "vista sul papa", mentre il libro non consente certo simili introiti. Io pagherei l'affitto al libraio.
C'è poi un altro evento, di cui poco o nulla si parla, che precipita la nostra cultura a livelli minimi mai raggiunti fino ad ora, - ma sono certo che nuovi "record" saranno presto raggiunti e superati -: la mancanza di traduzioni di saggistica di molti testi provenienti da autorevoli universita' straniere, che non vedranno mai la luce in lingua italiana. E' come morire tutti un po' dentro, tagliarsi la possibilità di vivere, non pensate?
Oggi esistono programmi per finanziare queste traduzioni ma ugualmente molti testi restano impubblicati in Italia per via del costo d'acquisto dei diritti d'autore. Io inizierei finanziando l'acquisto di quei diritti d'autore.
Idee brevi. Due sassi nello stagno. Due. Per cominciare. E' indispensabile cominciare.
* editore, componente del coordinamento della Italia centrale dei "Democratici Solidali Liberali".
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