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Francesco Paola
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19 settembre 2005. Per non dimenticare Simon Wiesenthal PDF Stampa E-mail
mercoledì 21 settembre 2005

da La Repubblica

Il grande cacciatore se n'e' andato: Simon Wiesenthal, un'esistenza spesa a inseguire in tutto il mondo i responsabili degli orrori nazisti, si e' spento a 96 anni nella sua casa di Vienna. Nei 60 anni di attivita', prima da solo poi a capo del Centro Simon Wiesenthal, porto' alla sbarra 1.100 criminali nazisti. La notizia della morte e' stata data dal Centro che prende il suo nome con una nota pubblicata su Internet. "Simon Wiesenthal era la coscienza dell'Olocausto" ha detto il rabbino Marvin Hier, direttore e fondatore dell'Organizzazione per i diritti umani a lui dedicato (continua)

 "quando nel 1945 l'Olocausto fini' e il mondo intero torno' a casa per dimenticare, lui fu l'unico a voler ricordare. E non dimentico' mai. Divenne il rappresentante permanente delle vittime, determinato a portare di fronte alla giustizia gli autori del piu' grave crimine della storia. Quell'incarico non gli fu conferito da alcun capo di stato o primo ministro: semplicemente si assunse un compito che nessuno voleva".

       da Il Corriere della Sera

      Vienna: è morto il "cacciatore di nazisti"

 

      VIENNA - Simon Wiesental, storico cacciatore di nazisti, è morto a Vienna
      all'età di 96 anni. Lo ha riferito il Centro Simon Wiesenthal in un
      comunicato sul proprio sito Internet. Scompare così un uomo che aveva
      contribuito alla cattura di circa 1100 criminali di guerra nazisti.

      Marvi Hier, decano e fondatore del Centro, ha dichiarato: "Simon
      Wiesenthal era la coscienza dell'Olocausto. Quando esso finì nel 1945 e
      l'intero mondo è tornato a casa per dimenticare, è rimasto solo lui a
      ricordare, divenendo il rappresentante vivente delle vittime.

      LA VITA - Simon Wiesenthal era nato l'8 dicembre 1908 a Buczacz, Ucraina.
      Si era laureato in architettura a Lvov. A seguito del Patto
      Molotov-Ribbentrop, sfuggì a una serie di "purghe rosse" che però 
      costarono la vita al padre. A partire dal 1941 (occupazione dell'Ucraina
      da parte dei nazisti) iniziò lo sterminio sistematico degli ebrei locali:
      perirono quasi tutti i familiari di Wiesenthal e di sua moglie. Lo stesso
      Wiesethal finì due volte in un campo di concentramento (una prima volta
      era riuscito a fuggire). La seconda volta evitòla morte per la
      liberazione del campo in cui si trovava (quello di Janwska) da parte
      dell'Armata Rossa. Finito il Grande Conflitto Mondiale, collaborò con la
      sezione "criminali di guerra" dell'esercito americano, anche in qualità di 
      "vittima vivente" della Shoah.
      Nel 1947, quando gli Stati Uniti cominciarono a mettere la questione in
      secondo piano rispetto alla Guerra fredda, Wiesenthal decise di "mettersi
      in proprio", fondando il Centro Documentazione Storica Ebraica a Linz (poi
      spostato a Vienna). Grazie alla sua caparbietà, riuscì a far catturare
      dagli 007 Israeliani il cittadino argentino Ricardo Klement, che in realtà 
      era Adolf Eichmann, uno dei teorizzatori della "Soluzione Finale".
      Eichmann fu giustiziato nel 1961. La sua cattura galvanizzò l'attività di
      ricerca di Wiesenthal, che per tutti divenne "il cacciatore di nazisti".
      Nel 1963 localizzò Karl Silberbauer, l'assassino di Anna Frank. In totale,
      in 60 anni di caccia, assicurò alla giustizia circa 1100 criminali di
      guerra nazisti.

      LA GRANDEZZA MORALE - Un'aneddoto pubblicato dal New York Times Magazine 
      nel febbraio 1964 risulta emblematico della figura di Wiesenthal:
      visitando un sopravvissuto del campo di Mauthausen, diventato nel
      dopoguerra gioielliere, quest'ultimo chiese a Wiesenthal perchè non avesse
      scelto di tornare a fare l'architetto. La risposta fu la seguente: "Tu sei
      religioso, credi in Dio e nella vita dopo la morte. Anch'io. Quando
      arriveremo nell'Aldilà e milioni di ebrei morti nei campi di
      concentramento ci chiederanno "Cos'avete fatto?", riceveranno molte
      risposte. Tu dirai: "Sono diventato gioielliere". Qualcun altro dirà: "Ho
      costruito case". Ma io dirò : "Io non vi ho dimenticati".
      20 settembre 2005

       Il link al sito del Simon Wiesenthal Center

       http://www.wiesenthal.com/site/pp.asp?c=fwLYKnN8LzH&b=242023

 
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