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"Preambolo" di "Democratici Solidali Liberali" in italiano 
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Articolo 21 - Notizie
Articolo 21 intervista
Francesco Paola
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martedì 07 febbraio 2006
Il decreto c.d. "milleproroghe", approvato al Senato e ora alla Camera, rende possibile la cartolarizzazione e la cessione a terzi, senza limiti, dei crediti dei partiti, esenta da  responsabilità civile i loro amministratori, costituisce un "fondo di garanzia" per pagare i debiti dei partiti, decuplica fino ad Euro 50 mila la possibilità di dazioni ai partiti senza l'obbligo che siano note le generalità del donante.
Si tratta di tentativi di edificare sistemi  di immunità totale, sul piano penale con le leggi "personali" e adesso di immunità civile, di esenzione dalle obbligazioni oltre ad essere in aperto dispregio di principi elementari di legalità e di rispetto della Costituzione, ed è anche il segno di quanto il sistema politico italiano, nel suo complesso sia ormai in disfacimento; il tutto, nei contesti di una arena politica sostanzialmente priva di progetti e di programmi, popolata da gruppi frammentati, nella assenza di regole minimali che garantiscano controlli di merito ad esempio sui bilanci dei partiti o qualsiasi idonea regola di legalità.
La premessa di cui tali normazioni costituiscono conferma  è che, evidentemente, sussista uno spettro ampio e sostanzialmente non reversibile, nella situazione attuale, di illegalità, di dissipazione e di sostanziale insolvenza di segmenti rilevanti del sistema politico, nel suo complesso, che tali norme auto-immunitarie tentano in qualche modo di sanare.
Ma quanto accade è anche il segno di una crisi che avanza e, anche solo sul piano del calcolo probabilistico, diventa sempre più non governabile.
I Democratici Solidali Liberali hanno redatto il testo di questo appello al Presidente Ciampi affinchè rinvii la legge alle Camere, data la sua manifesta ed evidente incostituzionalità. All'appello ha subito aderito Il Cantiere di Achille Occhetto ed Elio Veltri; altri gruppi e soggetti civili, nell'urgenza di queste ore, vanno aderendo. (segue il testo dell'appello)

Il Testo dell'appello

Al Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
Palazzo del Quirinale
ROMA


Signor Presidente,


il disegno di legge n. 3717, approvato nella notte del 2 febbraio al Senato, e attualmente alla Camera, prevede, all'art. 2, che "Le somme erogate o da erogare (...)" ai partiti politici "ed ogni altro credito, presente o futuro, vantato dai partiti o movimenti politici possono costituire oggetto di operazioni di cartolarizzazione e sono comunque cedibili a terzi".


La stessa norma abroga la disposizione di cui all'art. 6 della legge n. 195 del 1974, che sanziona con la nullità qualsiasi forma di cessione dei rimborsi elettorali.


Tale previsione, se approvata, rischia di introdurre gravi ed evidenti squilibri costituzionali.


La nullità della cessione dei rimborsi elettorali è infatti volta a garantire, nel corso del tempo, una continuità di effettiva presenza ed azione politica da parte dei partiti o movimenti che ne conseguano la disponibilità: e trova la sua ratio nella necessità di prevenire qualsiasi possibile alterazione della vita politica e democratica e del libero svolgersi della dialettica parlamentare; e, anche, di impedire che la immediata disponibilità di ingenti liquidità da parte dei partiti favorisca dissipazioni, o sprechi, o sviamenti rispetto alle primarie finalità costituzionali cui i rimborsi elettorali, frazionati nel tempo, sono esclusivamente diretti.


L'acquisto dei crediti dei partiti può inoltre consentire il condizionamento della vita politica e parlamentare, specie dei partiti o movimenti minori: sussiste il rischio che tali cessioni di possano determinare anche scambi sotterranei, specie in favore di gruppi o soggetti finanziariamente forti, od in posizione di dominanza, con diretta influenza sulla stessa attività legislativa.


Inoltre tali meccanismi di cessione sostanzialmente ad libitum possono favorire fenomeni di dissipazione e anche di creazione di fondi occulti o neri; attese le finalità costituzionali dei partiti, e la assenza sostanziale, allo stato, di incisivi controlli sui bilanci dei partiti, ciò appare ancor più grave.


Oltre a ciò, la norma introduce in favore di partiti e movimenti un ingiustificato "ius singulare", con la previsione che "i creditori dei partiti e movimenti politici di cui alla presente legge non possono pretendere direttamente dagli amministratori dei medesimi l'adempimento delle obbligazioni del partito o movimento politico se non qualora questi ultimi abbiano agito con dolo o colpa grave".


Ne consegue, sul piano civilistico e costituzionale, una ingiustificata restrizione degli strumenti di garanzia patrimoniale in favore dei creditori, oltre ad introdurre una forma aggiuntiva di finanziamento attraverso la previsione di un "fondo di garanzia" volto a ripianare i debiti dei partiti, a fronte dell'indebolimento della garanzia patrimoniale che questi in solido con i propri amministratori dovrebbero offrire per le obbligazioni assunte dal partito.


Il tutto è in palese violazione dei principi di eguaglianza, ragionevolezza, ed idoneo ad alterare gravemente gli equilibri parlamentari e costituzionali, nonchè degli stessi principi fondativi dello stesso Trattato CE e delle norme comunitarie in tema di responsabilità patrimoniale personale dei soggetti che contraggono obbligazioni, senza che a ciò corrisponda alcuna apparente utilità pubblica. La applicazione ai processi in corso determina, infine, un gravissimo ed ingiustificato "vulnus" per  diritti dei creditori incidendo anche sui diritti quesiti, con una norma sostanziale e non di carattere processuale retroattiva, e ciò anche palesemente disattendendo i principi fissati dalla Corte Costituzionale.


In definitiva tali norme introducono una serie di anomalie e rischi nel sistema costituzionale sia per la qualità dei soggetti cedenti (che non essendo imprenditori nè potendo avere finalità di lucro non necessitano di previsioni di tal genere) sia per la natura dei crediti cedibili, che viene totalmente mutata e svilita dalle norme in esame, che astraggono dalla causa e dalla primaria finalità costituzionale dei rimborsi in questione.

Il testo delle norme in corso di approvazione

        

        2. Alla legge 3 giugno 1999, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:


            b) all'articolo 1, comma 6, il quarto periodo è soppresso;


            c) all'articolo 1, comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le somme erogate o da erogare ai sensi del presente articolo ed ogni altro credito, presente o futuro, vantato dai partiti o movimenti politici possono costituire oggetto di operazioni di cartolarizzazione e sono comunque cedibili a terzi".


            d) dopo l'articolo 6, è inserito il seguente:


        "Art. 6-bis. - (Garanzia patrimoniale). " 1. Le risorse erogate ai partiti ai sensi della presente legge costituiscono, ai sensi dell'articolo 2740 del codice civile, garanzia ai fini dell'esatto adempimento delle obbligazioni assunte da parte dei partiti e movimenti politici beneficiari delle stesse. I creditori dei partiti e movimenti politici di cui alla presente legge non possono pretendere direttamente dagli amministratori dei medesimi l'adempimento delle obbligazioni del partito o movimento politico se non qualora questi ultimi abbiano agito con dolo o colpa grave.


        2. Per il soddisfacimento dei debiti dei partiti e movimenti politici maturati in epoca antecedente all'entrata in vigore della presente legge è istituito un fondo di garanzia alimentato dall'1 per cento delle risorse stanziate per i fondi indicati all'articolo 1. Le modalità di gestione e funzionamento del fondo sono stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze".


        3. La disposizione di cui al comma 2, lettera d), si applica anche per i giudizi e procedimenti in corso.


        4. All'articolo 6 della legge 2 maggio 1974, n. 195, il primo ed il secondo periodo sono soppressi.

Dal dibattito parlamentare al Senato

Sen. Legnini (DS ? U)


Vorrei peròsoffermarmi sulla normativa riguardante i partiti, che invece è rimasta nel testo su cui il Governo poco fa ha chiesto la fiducia, che contiene una serie di disposizioni che avrebbero meritato una riflessione e un approfondimento ben più consistenti di quanto siamo messi nelle condizioni di fare.


E' innanzitutto notevole la disposizione che riguarda la cosiddetta cartolarizzazione dei crediti vantati dai partiti e dai movimenti politici o comunque la loro cedibilità a terzi. Al riguardo, va soprattutto rimarcato il fatto che i creditori dei partiti e dei movimenti politici non potranno pretendere direttamente dagli amministratori dei medesimi l'adempimento delle obbligazioni del partito o del movimento politico, se non qualora questi ultimi abbiano agito con dolo o colpa grave.


Tutti noi sappiamo che gli amministratori dei partiti non meritano di essere messi alla gogna e che anzi svolgono un lavoro duro e serio per poter assicurare la regolarità nel finanziamento dei partiti e della politica. Il loro lavoro merita perciò una particolare attenzione normativa, al fine di evitare che siano solo loro a dover pagare le altrui colpe, come a volte in passato è accaduto.


E'indubbio, però, che una norma di questo tipo andasse meglio meditata e ponderata, perchè con essa si va ad incidere su un profilo giuridico molto delicato: com'è a tutti noto i partiti sono associazioni non riconosciute disciplinate dal codice civile, le cui norme prevedono la responsabilità solidale degli amministratori, dei legali rappresentanti e del patrimonio delle associazioni medesime.


Introdurre una sorta di responsabilità limitata solo per i partiti e i movimenti politici, pur per una finalità condivisibile, implica una mutilazione, un vulnus al sistema codicistico civile, che meritava maggior dibattito e riflessione.


Vi è un riflesso che dobbiamo assolutamente apprezzare con maggior attenzione. Infatti, si potrebbe verificare che partiti senza scrupoli, piccoli movimenti o piccoli partiti a volte indebitati si decidano a nominare propri amministratori, teste di legno, persone che non hanno nulla da perdere e che in tal modo consentirebbero a quel partito ed a loro stessi di sottrarsi all'adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi.


Si tratta, quindi, di una norma che rischia di creare più problemi di quanto ne risolva ai partiti politici, solo se si pensi al fatto che i creditori, i terzi avranno molta più diffidenza nello stipulare contratti, nell'effettuare forniture con i partiti e con ogni probabilitàcercheranno di cautelarsi, pretendendo pagamento anticipato di servizi e di forniture.

FALOMI (Misto-Cant). Signor Presidente, desidero annunciare il voto contrario a questa proposta di calendario e sostenere una diversa articolazione dell'organizzazione dei nostri tempi di lavoro.


Non vorrei che, tra le altre cose che ha citato il senatore Angius, che in realtà si vogliono coprire in fretta e furia, si vogliano coprire alcune normative che vorrei invitare i colleghi a leggere con attenzione, riguardanti il finanziamento ai partiti. Infatti, in questo testo di legge si introduce la legalizzazione delle tangenti, nel momento in cui si prevede che non vi sia l'obbligo di dichiarare il ricevimento dei contributi da parte di imprese qualora essi non superino i 50.000 euro, vale a dire che si passa dai 6.600 euro, previsti dalla legislazione vigente, a 50.000 euro, e ogni candidato può ricevere questi contributi. Ci sono altresì norme riguardanti la responsabilità degli amministratori e un fondo di garanzia dei debiti fatti dai partiti, pagati con i soldi dei cittadini, che non sono accettabili.

Bassanini


Il Governo può utilizzare questo strumento straordinario che è il decreto-legge, ma non può anche sottrarsi al confronto con il Parlamento, che si ha nel momento della conversione, sostituendo al testo di un decreto-legge un altro testo con un proprio maxiemendamento e su quello imponendo un voto bloccato.

 
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