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Francesco Paola
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venerdì 13 giugno 2008
 

STORIE DI ORDINARIA BANCAROTTA.

Appello per le libertà democratiche


LETTERA APERTA AL GOVERNO E ALLE FORZE POLITICHE.


Per effetto dell’art. 6 della legge n. 157 del 1999, come da ultimo modificata, tutti i ratei dei rimborsi elettorali dovrebbero essere comunque corrisposti ai partiti e ai movimenti politici anche in caso di scioglimento anticipato della legislatura. Una norma scandalosa sulla base della quale se la Legislatura dura uno o due anni (come nel caso della precedente) o anche solo pochi mesi lo Stato è comunque tenuto a versare tutti i ratei dei rimborsi elettorali come se la Legislatura fosse arrivata al suo compimento naturale. L’aggravio per le casse dello Stato è di centinaia di milioni di euro, e sono gravemente alterate le “regole del gioco” e della competizione politica nella arena democratico costituzionale.

Tale norma si pone in manifesto contrasto con la normativa comunitaria e l’Ufficio di Presidenza della Camera ha l’obbligo di constatare tale manifesto contrasto e di non procedere alla effettuazione dei pagamenti. (segue)



I Democratici Solidali Liberali - Partito Democratico Liberale (DSL) hanno perciò chiesto formalmente che la Camera dei Deputati quale Autorità Nazionale incaricata di procedere alla erogazione dei fondi pubblici di cui ai rimborsi elettorali adotti in urgente autotutela un provvedimento con il quale non effettui i “doppi rimborsi” elettorali che sarebbero previsti da tale norma. 

Due dati numerici: premesso che la passata legislatura è durata appena due anni, e che sulla base del risultato delle elezioni politiche del 2006 è stata posta a carico dello Stato l’erogazione di Euro 99.190.756,41 annui (Euro 49.226.181,84 per la Camera + Euro 49.964.574,57 per il Senato salvo errori), i partiti e i movimenti politici dovrebbero percepire la macroscopica cifra di Euro 297.572.269,2 (Euro 99.190.756,41 X 3 ratei).

A queste somme dovrebbero essere aggiunti i circa 100 milioni di euro all’anno relativi ai rimborsi della attuale legislatura. Se a propria volta l’attuale legislatura durasse uno o due anni sarebbero da pagare tutti i ratei relativi ad essa e così all’infinito, con un interesse diretto allo scioglimento anticipato delle Camere.

Il tutto nel silenzio tombale dei beneficiari di tali erogazioni.

Le perverse norme attualmente in vigore determinano perciò un cumulo all’infinito e di entità esponenziale delle somme erogate, sempre agli stessi soggetti, in quanto nettamente favoriti dalla maggiore disponibilità economica.

Naturalmente il problema è prima di tutto politico e per tale ragione i DSL invitano formalmente il Governo ad adottare per decreto legge il blocco dei “doppi rimborsi” elettorali che graverebbero sullo Stato per centinaia di milioni di euro. Analogo invito a tutte le forze politiche che riterranno di raccoglierlo.

I DSL evidenziarono unici a farlo la gravità della situazione già al momento della approvazione di tali norme, la segnalarono con una lettera al Presidente della Rpubblica Ciampi e ne ebbero cortese riscontro.

L’art. 6 della legge n. 157 del 1999 si pone in manifesto contrasto con le norme e i principi espressivi della  disciplina comunitaria in materia di partiti e movimenti politici che sono chiari e precisi, determinano effetti diretti e pongono precisi vincoli al Legislatore nazionale che non puà adottare norme configgenti con quelle comunitarie: i partiti e movimenti politici non possono avere scopo di lucro, e sovvenzioni o finanziamenti non potrebbero avere come “oggetto o effetto un profitto per il beneficiario” (art. 109 Reg. CE n. 1605 del 2002); le deroghe al divieto del fine di lucro “dovrebbero essere eccezionali e non dovrebbero costituire un precedente” (Reg. CE n. 1525 del 2007); gli stanziamenti possono essere utilizzati per l’effetto tendenzialmente “solo per coprire le spese direttamente collegate agli obiettivi indicati nel programma politico” del partito o del movimento che ne sia beneficiario (considerando 8 del Reg. CE n. 2004 del 2003).

Tanto premesso, va evidenziato che il corpus delle normative comunitarie sopra richiamato è chiaro e preciso, ed è del tutto idoneo a produrre effetti diretti, non solo con riguardo al tenore letterale di tali norme ma anche con riguardo alle finalità che esse si propongono.

Si tratta di fondi pubblici aventi un vincolo di scopo di primario rilievo costituzionale, strettamente correlati al principio di par condicio elettorale e ai diritti di partecipazione politica nella arena politico elettorale.

Tali norme alterano perciò gravemente i diritti di partecipazione e di competizione all’arena politica nazionale ed europea e la stessa integrità ed effettività della procedura elettorale nazionale (tanto ai fini della partecipazione alle elezioni politiche nazionali tanto ai fini della partecipazione alle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento Europeo).

Non solo infine ciò snatura totalmente oltre la competizione elettorale ma anche la natura giuridica dei partiti, che assumono a tal punto indubbiamente la natura giuridica di soggetti con scopo di lucro e tali somme sarebbero da qualificare per l’effetto veri e propri aiuti di stato.

L’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha l’obbligo di procedere alla disapplicazione delle norme nazionali palesemente irragionevoli e confliggenti con la disciplina comunitaria, non procedendo alla erogazione dei rimborsi a pioggia previsti dall’art. 6 della legge n. 157 del 1999, che ammontano complessivamente a circa 297 milioni di euro, oltre ad ulteriori 100 milioni per anno relativi alla attuale legislatura, ed quanto i DSL chiedono in via urgente.

Con lo stesso ricorso i DSL chiedono che l’Ufficio di Presidenza della Camera non paghi i rimborsi elettorali ai soggetti politici che non hanno presentato il rendiconto di legge o ne sospenda la erogazione nel caso di rendiconti irregolari.


Se l’Ufficio di Presidenza non si attiverà com’è suo obbligo i DSL si riservano ogni opportuna azione in proposito per far dichiarare la manifesta illegittimità della norma e la restituzione dei fondi pubblici illegittimamente erogati.

I DSL si attiveranno in tutte le Sedi nazionali e comunitarie per evitare queste storie di ordinaria bancarotta che depauperano lo Stato e i diritti dei cittadini. 

Giovanni Zamperini

Claudio Zanardi

Francesco Paola 

 
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