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I DSL: SI’ al referendum elettorale nella italia dell’ancien regime. |
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sabato 02 maggio 2009 |
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Ristretti gruppi politico affaristici hanno assunto posizioni di dominanza nel Paese e da troppo tempo ne determinano le scelte. Nominano i parlamentari, occupano le cariche pubbliche, si auto liquidano enormi fondi elettorali privi di controllo alcuno e sulla base di rendiconti spesso nulli e illeciti. Le rendite di posizione e i costi per la democrazia che derivano dal mantenimento di ristretti gruppi di potere sono ormai insostenibili. L’Italia è un Paese in cui l’esercizio dei diritti politici fondamentali e il diritto di uguaglianza sono a rischio. La situazione è assai grave. I poteri giurisdizionali sono a rischio ed esistono aree sempre più estese di acquiescenza e di conformismo giudiziario. Di tali nodi essenziali per la tenuta democratica non v'è spazio efficace sugli organi di informazione. La mancanza di una legge per la soluzione dei conflitti di interesse determina in primo luogo situazioni gravi e sostanzialmente incontrollate. Il cosiddetto “federalismo fiscale” aggraverà la situazione alimentando la frammentazione politica e sociale. In tali contesti la questione della legge elettorale è fondamentale e va affrontata. I DSL ritengono che il miglior sistema elettorale possa essere un doppio turno alla francese. Se il Referendum elettorale prevalesse potrebbe innescare dei processi evolutivi in una situazione bloccata. L’instabilità italiana, che deriva dalla frammentazione del Paese, costituisce infatti il primo elemento di pericolo per la stabilità democratica. I DSL si batteranno perché il quorum venga raggiunto e affinché il SI al Referendum prevalga.
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