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Ancora sul Referendum. Posizioni nitide e chiare. |
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martedì 12 maggio 2009 |
DSL è un piccolo ma significativo gruppo di soggetti che pensano con la propria testa. I nostri fondatori sono esponenti dell'Italia che lavora e che produce: del mondo delle professioni, della ricerca italiana emigrata all’estero, della industria delle comunicazioni, del lavoro. Rinnovate forme di patriottismo costituzionale, a difesa della democrazia e della Repubblica, ispirano il nostro agire. Ci proponiamo di studiare l'attuale stato della democrazia costituzionale, le sue possibili evoluzioni, gli anticorpi per rafforzarla in una fase assai delicata e di grave ed endemica frammentazione e di crisi. (segue)
Abbiamo salutato con felicità la elezione a presidente degli Stati Uniti di Barack Obama, convinti che questo potrebbe innescare benefiche riforme su scala globale. In Italia è infatti corso un processo, probabilmente premeditato, teso alla frammentazione e alla progressiva disarticolazione costituzionale del Paese, posto in essere da gruppi ed oligarchie politiche pericolose ed avventuriere. Il referendum potrebbe dunque essere una utile occasione per innescare i processi riformatori di cui il Paese ha bisogno per risalire la china drammatica in cui lo si vuole fare scivolare e da ciò in primo luogo nasce il nostro sostegno. La opinione dei DSL è che, per quanto difficile sia l'impresa, e a maggior ragione per questo, occorrerebbero tuttavia posizioni stringenti e chiare da parte dei soggetti che hanno a cuore l'esito del Referendum e con esso la tenuta della democrazia. Il merito del referendum non è in tutto da noi condiviso. Pure la premessa da cui occorre muovere è che le attuali oligarchie politiche sono incapaci di autoriformare se stesse ed esse non porrebbero perciò mai mano ad una riforma che ne riducesse il potere e i privilegi, i cui costi sono ormai insostenibili, tanto meno ad una riforma elettorale. Siamo portati perciò a ritenere che il referendum possa innescare un circolo virtuoso e introdurre un più elevato tasso di legalità nel sistema. E possa magari portare il paese ad uscire dalla stagnazione e dal degrado attuali. Magari ad una benefica riforma sulla trasparenza dell'agire politico, sui costi della politica, sull'accesso in politica e (last but non least) per la soluzione dei conflitti di interesse (argomento a noi assai caro, sul quale sarebbe importante la costituzione di un soggetto allargato che si proponesse di affrontarlo quale priorità costituzionale, essenziale per la difesa di democrazia e di economia insieme). In questo momento occorrerebbe, come non mai, porre da parte le contingenze e i tatticismi politici. Sarebbe assai importante che l'opinione pubblica percepisse chiari e nitidi questi collegamenti, la stretta interdipendenza tra essi, in prossimità del voto. Sarebbe importante, ovviamente, che essi fossero chiari, prima di tutto, al Comitato referendario. |