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Caro Direttore, vi sono dei momenti in cui l’interesse del Paese coincide con quello della propria parte politica. Si tratta di congiunzioni astrali per la verità non molto frequenti, e a maggior ragione tali dinamiche vanno comprese nella loro portata. L’esito del voto per le europee non era imprevedibile. Gli elementi di frammentazione politica, sempre maggiori, sono stati agevolati da una produzione legislativa su questioni “simboliche” agli occhi della opinione pubblica, e centrali, promosse in via esclusiva da una sola parte politica (penso alla istituzione delle “ronde”, alla stessa genesi del c.d. “federalismo” e altro). Vengono naturalmente premiati i soggetti che ne vengono simbolicamente individuate come fautori, e ciò penalizza i soggetti politici ampi che fanno della tenuta costituzionale il loro elemento di coesione essenziale e la loro stessa ragion d’essere politica. (segue)
Nel caso del partito moderato, non certo il "caso Noemi" ma l'innesco di queste dinamiche centrifughe ha determinato un consistente travaso di consensi al Nord, e disaffezione e "desencanto" al Sud. E non è arduo immaginare che il Partito della Libertà o il Partito Democratico in contesti di frammentazione sempre crescente possano avere un senso politico sempre inferiore. Non è un caso che i loro consensi si erodano. Esso potrebbe cioè non essere un fenomeno contigente, legato alle elezioni europee, ma progressivo. Pure, questo non è l’interesse del Paese, che fa della sua stabilità politica, e del suo prestigio internazionale un elemento assai importante. Caro Direttore, di qui a poco v’è dunque il Referendum. Tale occasione, così importante per introdurre elementi essenziali di coesione politica e frenare la deriva del Paese verso una disarticolazione politica sempre maggiore arriva pochi giorni dopo il voto per le europee. Si tragga quindi spunto dal significato che il voto europeo esprime. Un successo del Referendum costituirebbe sicuro anticorpo alle frammentazioni politiche e restituirebbe coesione e prestigio al Paese. Mi permetto quindi di sottoporle una idea. Dare spazio al Referendum di qui al voto, con una "finestra" quotidiana che tenti di illustrare quanto l'esito di esso possa essere benefico per la stabilità politica e per l’economia, per le categorie produttive del Paese, e per la sua tenuta istituzionale, e per farlo uscire dal limbo della disinformazione in cui esso è confinato. Sarebbe opera meritoria ed assai proficua, sia nell'immediato sia in prospettiva, di cui tutti quelli che amano l'Italia, a prescindere dalle appartenenze politiche, potrebbero essere e anzi sarebbero certamente grati alla stampa e alla libera informazione italiane. |