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Francesco Paola
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I DSL per un nuovo patriottismo costituzionale. PDF Stampa E-mail
lunedì 24 agosto 2009

Soluzione dei conflitti di interesse per democrazia ed economia insieme, diritti di cittadinanza.
Le condivisibili analisi di Gianfranco Fini e l'offensiva lettura della Carta Costituzionale e dei diritti di cittadinanza che ne sono alla base da parte del leghista Calderoli, nonostante abbia giurato fedeltà alla Repubblica.
Gianfranco Fini: "Patriottismo per l'unità del Paese e dell'Europa".

Gianfranco Fini incita gli italiani all’amor di Patria. Il Ministro Calderoli chiede al presidente della Camera di sostenere “qualcosa di destra”. Evidentemente le due anime del governo Berlusconi non sono destinate, almeno dal punto di vista ideologico, ad incontrarsi. "L'educazione al patriottismo costituzionale inteso come moderno amor di Patria è uno degli strumenti privilegiati per promuovere un moderno sentimento di unità del Paese": è quanto scrive il presidente della Camera Gianfranco Fini in un intervento sul prossimo numero del mensile Formiche curato da Paolo Messa. "Inteso come testimonianza di un percorso storico - aggiunge Fini - il patriottismo costituzionale non può che coincidere con il patriottismo nazionale e repubblicano. Come tale, esso contribuisce a preservare l'idea di Patria dalle degenerazioni nazionalistiche e razziste che hanno funestato la storia del Novecento e che purtroppo tendono a riaffacciarsi in Europa come reazione impaurita, regressiva e nichilista ai processi di globalizzazione e alle grandi migrazioni". (segue)

"Da qualche tempo - prosegue Fini - si avverte sempre più forte l'esigenza di rilanciare il patto di cittadinanza tra italiani per far crescere un rinnovato ethos civile e per contrastare quelle tendenze all'atomizzazione, alla frammentazione e al particolarismo che minano la coesione sociale". Ed "é necessario più che mai mantenere vivi e attuali i valori repubblicani, che vanno intesi sia come lealismo e senso di appartenenza alla Repubblica sia come passione civile per le sorti della Res Publica e quindi per tutto ciò che rimanda alla nazione intesa come comunità politica dei cittadini". "Il patriottismo costituzionale, nazionale e repubblicano è inseparabile dall'ideale democratico e sociale che rimanda alla storia stessa del Risorgimento" scrive il presidente della Camera, che cita poi gli scritti politici di Giuseppe Mazzini: "Finché uno solo tra i vostri fratelli non è rappresentato dal proprio voto nello sviluppo della vita nazionale, finché uno solo, capace e voglioso di lavoro, langue per mancanza di lavoro, nella miseria, voi non avrete patria come dovreste averla, la patria di tutti e la patria per tutti".
"La Repubblica - ha scritto Piero Calamandrei - è la nostra famiglia, la nostra casa. E' un senso di civica responsabilità di un popolo che finalmente si sente padrone del proprio destino. E' un senso di vicinanza e di solidarietà in cui ci riconosciamo", scrive ancora Fini. "Intendiamoci - aggiunge - alcuni cittadini possono essersi sentiti, e possono ancora sentirsi, estranei alla Repubblica. Ma è dovere costante delle Istituzioni fare della Repubblica la loro famiglia e la loro casa attraverso una convinta azione di educazione civile oltre che attraverso la garanzia della giustizia sociale, dell'eguaglianza, del rispetto della legalità". "La coesione di un Paese - afferma il presidente della Camera - trova il suo fondamento nella solidità del patto di cittadinanza e nei valori che fondano l'etica civile dei cittadini; anche per questo, le Istituzioni hanno il dovere di tenere sempre alta la tensione morale della società".
"Solo una visione superficiale e minimalista dell'Europa può portare a scorgere una frattura tra il sentimento nazionale e il senso di appartenenza, ancora purtroppo incerto, alla grande realtà sovranazionale in via di edificazione nel Continente", le parole di Fini. "Un nuovo patriottismo - sottolinea Fini - è necessario anche per la costruzione di un'Europa in cui accanto a istituzioni comuni si formi davvero un demos europeo unito da valori comuni". "L'educazione al patriottismo nazionale - sottolinea il presidente della Camera - è condizione essenziale per l'educazione al patriottismo europeo che verrà. Non si può essere buoni cittadini europei se non si è buoni cittadini italiani, francesi, tedeschi, spagnoli e così via".
Immigrazione - "Il nuovo moderno e strategico impegno delle Istituzioni deve essere quello di far sentire l'Italia come patria anche a coloro che vengono da Paesi lontani, e che sono già o aspirano a diventare cittadini italiani", ha anche detto Fini: "Non si può chiedere a questi nuovi italiani di identificarsi totalmente con la nostra storia e con i nostri costumi. Sarebbe ingiusto e sbagliato pretendere di assimilarli nella nostra cultura. Per loro la Patria non potrà mai essere la terra dei padri. Però si può e si deve chiedere loro di partecipare attivamente e lealmente alla vita collettiva, di fare propri i valori della Repubblica, di condividere gli obiettivi di fondo della nostra società e di contribuire alla loro realizzazione". "Si può e si deve suscitare - conclude il presidente di Montecitorio - passione civile e patriottismo nei nuovi italiani anche promuovendo la conoscenza, non solo della nostra lingua e delle nostre leggi ma anche della nostra storia, specie quella politico-costituzionale più recente".
Il commento di Calderoli - "Mi ritorna in mente una frase di Moretti: "Dì qualcosa di sinistra". Fini dica qualcosa di destra". Roberto Calderoli, il ministro per la Semplificazione amministrativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, ha commentato così l'intervento del presidente della Camera, Fini, sul mensile Formiche. "Entrando nel merito - aggiunge il ministro leghista - sottolineo che la nostra Costituzione si rivolge ai cittadini e quindi ai soggetti che hanno la cittadinanza".

 
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