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Francesco Paola
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Il Presidente Giorgio Napolitano PDF Stampa E-mail
lunedì 06 giugno 2011

Il Presidente Giorgio Napolitano, che proprio ieri ha ricordato le tragedie dei migranti, vigili sulla nomina del Ministro di Giustizia.

Del leghista Roberio Castelli è annunciata la nomination a Ministro di Giustizia della Repubblica, in una giornata convulsa e delicata.

Di Castelli non si contano ormai le prese di posizione xenofobe ed estremiste di destra. La gestione che egli dette del Ministero di Giustizia è politicamente probabilmente la peggiore della storia della Repubblica. E le questioni cardine della convivenza  civile, specie in una fase internazionale tanto delicata passano per il doveroso rispetto dei principi fomdamentali in materia di diritti umani. L'Italia non ha bisogno proprio in questa fase di soggetti dichiaratamente xenofobi, proprio nella posizione chiave di Ministro di Giustizia, che esporrebbero la Repubblica ad ulteriori gravi contraccolpi di credibilità e di prestigio dinanzi alle Istituzioni internazionali e alle organizzazioni umanitarie. Al Presidente della Repubblica che proprio ieri ha evidenziato il rispetto doveroso per le tragedie dei migranti l'istanza di vigilare onde tutelare la residua credibilità del Paese a livello interno e transnazionale.

 

ANSA 13 APRILE 2011

 

La Lega colpisce ancora: dopo le "bordate" di Maroni e Calderoli, è stato ieri il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli a firmare l'ultima dichiarazione incendiaria sull'emergenza immigrazione. Ospite della trasmissione "Un giorno da pecora" su Radio 2, l'esponente del Carroccio ha ipotizzato l'utilizzo delle armi contro i migranti in rivolta nei centri di accoglienza: "Le violenze degli immigrati - ha spiegato l'ex ministro della Giustizia - potrebbero obbligare le autorità ad usare le armi". Non solo: invitato a proporre la sua personale soluzione: "Bisogna respingere gli immigrati - ha tagliato corto - ma non possiamo sparargli, almeno per ora".  "Bisogna respingere gli immigrati - ha spiegato ieri Castelli, intervenendo alla trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora" - ma non possiamo sparargli, almeno per ora". Una dichiarazione che ha lasciato di stucco i due conduttori e ha suscitato immediate polemiche. "Le violenze degli immigrati, che potrebbero diventare milioni nel corso del tempo - ha rincarato l'ex Guardasigilli - potrebbero obbligare le autorità ad usare le armi perché le controversie internazionali, spesso, come abbiamo visto in Iraq o in Kosovo, si risolvono con le armi".

 

La controreplica - Per il senatore democratico Luigi Zanda, Roberto Castelli si dovrebbe vergognare perché le sue parole rimandano al "peggior fascismo", mentre per Italo Bocchino di Fli le dichiarazioni del viceministro impongono un intervento chiarificatore da parte del governo. Ma l'esponente del Carroccio non ci sta e, informato sulle reazioni indispettite consegnate dai suoi contestatori, ha

controreplicato: "Ritengo di avere usato un linguaggio semplice e comprensibile per tutti. Chi vuole continuare a reagire in modo condizionato è libero di farlo, ma - ha concluso Castelli - il 'politicamente corretto' tra il popolo italiano sta passando di moda".

 

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