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Francesco Paola
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Riflessioni libere e serie sul dopo e sul durante PDF Stampa E-mail
mercoledì 12 febbraio 2014

Segretario per lunghi anni del Partito Comunista Italiano di San Quirico d’Orcia, assessore all’urbanistica della bellissima città che ha contribuito a salvare con le proprie coraggiose iniziative, Luciano Zamperini è uno studioso ed un pensatore degli attuali sistemi politici. 


Democratici liberali gli chiede una opinione sul cosiddetto nuovo che avanza nel Partito Democratico e sulle attuali dinamiche.

“Di Matteo Renzi penso che un personaggio che si affaccia alla politica e vuol cambiare “passo” (come dice lui) avrebbe il dovere di avere un programma da mostrare al paese. I suoi discorsi a me paiono spesso  parole vuote, dobbiamo prendere atto che si è allineato benissimo al linguaggio già in uso del saper parlare a lungo senza sapere cosa si dice alla fine. Con un paese in seria difficoltà, vedi: disoccupazione, industria in crisi, corruzione nella pubblica amministrazione, non una sola parola su come affrontare questi problemi che affliggono il paese, le parole più gettonate sono Vincere, Vincere, e Vincere”.

Cosa pensi Luciano della attuale legge elettorale?

“A prescindere dal merito del suo contenuto, dobbiamo prendere atto che in un giorno del mese di gennaio 2014 in un luogo che non è sede di alcuna istituzione, due soggetti: ed esattamente “un pregiudicato” e un soggetto che non rappresenta le istituzioni a livello nazionale per il semplice fatto che nessun voto popolare lo ha investito, le primarie per come sono concepite possono dare una investitura di tipo populista, si sono incontrati nel chiuso di una stanza ed hanno deciso il testo della nuova legge elettorale. Dopodiché Renzi ha imposto al parlamento di votare quel testo, in tempi rapidi, senza modifiche. Entrambi minacciano il Parlamento; o questa legge o il baratro! In pratica hanno sequestrato il Parlamento e imposto di approvare quella legge così com’è, (il pregiudicato, e il non investito di mandato popolare) cancellano di fatto l’iter parlamentare, annullano qualsiasi proposta di modifica, soffocano la democrazia, un comportamento degno di una qualsiasi dittatura. Francamente non è un buon inizio!”

Andiamo nel merito della legge.

“Se vogliamo entrare nel merito della legge le cose non migliorano. Diciamo che da oltre un ventennio la classe politica cerca di fare una legge elettorale per suo uso e consumo, diciamo pure che la legge elettorale parzialmente abrogata dalla Consulta non era certo una legge che si ispirava alla democrazia, solo che dopo l’intervento della Consulta non era più gradita all’attuale classe politica, con la parziale abrogazione a costoro non gli era più consentito di nominare i propri fedelissimi, ecco l’urgenza  di una nuova legge elettorale che potesse ripristinare il privilegio, negato ai capo partito, la chiamano nuova legge ma ricalca fedelmente il vecchio principio delle liste bloccate, della possibilità che i candidati siano nuovamente nominati dal capo indiscusso. Dell’attuale proposta si lamenta il fatto che i cittadini non potevano scegliere i propri rappresentanti, di qui la richiesta delle preferenze, richiesta ridicola e che non avrebbe dato alcun senso alla scelta. Provate ad andare dal vostro fruttivendolo e chiedergli quattro mele, il commerciante vi offre quattro mele marce, al ché voi protestate e gli chiedete di avere la possibilità di poterle scegliere, il fruttivendolo vi mette altre quattro mele marce naturalmente, e voi soddisfatti scegliete le vostre quattro mele regolarmente marce. In teoria  potreste scegliere, ma quali “Mele” mettere nel paniere lo decide sempre e comunque il capo partito, in ogni caso saranno regolarmente marce!”                                                     

 

  

  

 

 

 
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