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Francesco Paola
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Centro-sinistra: il rischio frammentazione e il non-sense delle primarie "programmatiche" PDF Stampa E-mail
sabato 22 gennaio 2005

La vittoria di Nichi Vendola in Puglia introduce una ventata di aria pulita in una politica da troppo tempo, alla pari della societÓ, ingessata e chiusa. E' evidente che la partecipazione democratica sia l'essenza stessa della democrazia. La costruzione di "caste chiuse", che nei peggiori dei casi procedono ad auto-cooptazione, Ŕ certamente la fine della politica e della democrazia. Ma in Puglia v'era da scegliere il candidato della coalizione. Assai diverso Ŕ il caso delle primarie definite  "programmatiche"....

in cui rappresentanti di alcune componenti minori della coalizione si sono candidati, o sono pronti a farlo, in alternativa a Romano Prodi. Ora, la coalizione ha giÓ scelto un candidato, e questo candidato Ŕ appunto il Presidente Prodi. E' evidente che la presenza di altri candidati ha l'oggettivo effetto di rimettere in discussione la designazione di Prodi. Cosa del tutto legittima, ma che sarebbe da enunciare con chiarezza, e senza ipocrisie.

Inoltre, se di primarie "programmatiche" si tratta, i candidati (annunciati) ad esse non risultano, che consti, possedere un loro progetto programmatico: che non pu˛ risolversi solo nell'elencazione, spesso non originale, di generiche prioritÓ; nŔ solo nell'enunciazione di progetti parziali, o per settori; ma deve essere complessivo, omogeneo, di sostanza, involgere una "mission"; e, anche, descrivere con chiarezza l'identitÓ politica di chi lo propone.

E' altrettanto evidente che la costruzione di un programma-progetto di coalizione, debba essere frutto del contributo di tutte le sue componenti politiche e sociali, e  precedere e non essere successivo o contestuale alla presentazione delle eventuali candidature "programmatiche", che in esso si devono riconoscere.

Le primarie "programmatiche", avrebbero, in caso contrario, l'obiettiva valenza di favorire  iniziative a sfondo personalistico, o di piccolo cabotaggio: tese ad una maggiore visibilitÓ politica; o, forse, un argomento in pi¨ nelle trattative interne alla coalizione. Situazioni, in tutti i casi, deprecabili, fini a se stesse.

Nella migliore delle ipotesi tali candidature "altre" avrebbero l'effetto di alimentare frammentazioni e disomogeneitÓ politica.

Alimentare le frammentazioni con una serie di iniziative non-sense non pare proprio sia quello di cui il Paese, nella situazione attuale di pericolo di democrazia ed economia insieme, ha bisogno.

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