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Francesco Paola
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Suppletive: soddisfazioni legittime e questioni irrisolte PDF Stampa E-mail
mercoledì 26 gennaio 2005

Romano Prodi attribuisce, legittimamente, alla conquista dei due seggi delle elezioni suppletive del Senato da parte del Centro sinistra un significato simbolico, di travaso non reversibile di consensi e di ceti sociali che abbandonano la destra. (continua)

Per vero, i risultati del Senato consolidano una tendenza che si era registrata da tempo; e il risultato più di tutti simbolico, che segnò tale inversione di tendenza, fu l'affermazione del Prof. Roberto Zaccaria nel Collegio 3 di Milano, in cui era stato eletto in precedenza il sig. Umberto Bossi, segretario della Lega Nord.

Ma, nella situazione attuale, non è da escludere che, in molti casi, qualsiasi fosse il candidato o il soggetto politico alternativo alla destra, sarebbe plausibilmente condiviso e sostenuto.

Qualsiasi analisi obiettiva porta a considerare che le maggiori energie della coalizione di destra, sono state impiegate, in questi anni, per la approvazione di leggi "personali" tese a favorire l'attuale Presidente del Consiglio, o a rafforzare la sua impresa in posizione dominante nei settori mediatici (situazioni, tutte, apparentemente diverse, ma legate dal filo rosso dei conflitti di interesse); o ad assecondare le posizioni delle frange cattoliche fondamentaliste, com'è accaduto in materia di fecondazione assistita, o di divorzio "breve": con tutta la frammentazione, la sofferenza e il disagio sociale che ne è derivato e ne deriva.

Ceti conservatori o moderati seri, ispirati dalla filosofia del "law and order", non potrebbero, ragionevolmente, oltre certi limiti, prestare il proprio consenso a governi o a maggioranze che assecondino leggi la cui valenza obiettiva è di creare condizioni "più favorevoli" che in tutto il resto dell'Europa per la criminalità finanziaria, come accade con le note leggi sul falso in bilancio, o con la mancata riforma sulla tutela del risparmio, o con gli interventi in materia di prescrizione; nè si potrebbe prestare consenso a chi possiede, come obiettivo, il proliferare di centri localistici di potere (e di spesa) con lo scenario dell'ulteriore indebolimento di democrazia ed economia, e del Paese nel suo complesso, sugli scenari internazionali.

La perdita di consenso della destra dipende essenzialmente dalle scelte, obiettivamente estremiste, di questi anni, sostanzialmente tese al rafforzamento delle posizioni di dominanza nel loro complesso, tramite la disapplicazione dell'impianto costituzionale, con la conseguenza dell'aumento dei dislivelli sociali del Paese e dell'abbassamento della qualità di vita dei suoi cittadini, complessivamente intesa.

Resta però il fatto che il centro sinistra non possa mirare soltanto all'ottenimento del risultato elettorale, ma debba farsi promotore di un progetto complessivo di cambiamento e di rilancio del Paese, tanto più necessario nella situazione attuale. E, ancora, perchà ciò sia tranquillizzante sul piano degli esiti futuri, dovrà trattarsi di un messaggio che coinvolga la società nel suo complesso, e conduca di conseguenza a votare assai più elettori di quanto non sia accaduto.

I non-votanti, per disistima dei meccanismi di selezione della politica, sono in notevole aumento, e anche tali suppletive ne danno riprova. Sarebbe assai sbagliato sottovalutare tale fenomeno.

Un ulteriore interrogativo riguarda, quindi, le procedure di selezione dei candidati, che devono essere rese conoscibili e trasparenti: in modo da potere dare, a chi lo ritenga, la possibilità di competere, di accedere ad una politica che presenta, alla pari della società, elevate "barriere di ingresso": con ceti, in alcuni casi, autoreferenziali e non soggetti ad adeguato ricambio o controllo democratico.

La necessità di consultazioni aperte (e la questione delle "primarie" emerge in tutta la sua importanza), e di adeguate valutazioni comparative, costituisce vera e propria condizione di legittimità del processo democratico e delle stesse consultazioni elettorali.

Un progetto di cambiamento accurato e responsabile, percepito come tale dal Paese e che ne coinvolga larghi strati; e procedure di selezione chiare e trasparenti che evitino il rischio di cooptazioni non democratiche: sono due passaggi essenziali, vere e proprie pre-condizioni, da porre al centro della riflessione politica, con notevole urgenza, nei prossimi tempi.

 
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