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Francesco Paola
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Posizioni chiare, ed un'inversione di tendenza PDF Stampa E-mail
mercoledì 16 febbraio 2005
La manifestazione di Verona promossa dal movimento "Lega Nord" e da propri rappresentanti di punta, ricoprenti cariche di governo, costituisce, nella sua valenza simbolica, il punto forse più vistoso dei fenomeni di degenerazione e di strappo costituzionale di questi ultimi anni. La necessità costituzionale di isolare i fenomeni di degenerazione politica, di un documento fondativo, di posizioni efficaci e chiare, di una inversione di tendenza. (continua)

Domenica scorsa il movimento "Lega Nord" ha promosso una manifestazione a Verona in solidarietà di sei propri rappresentanti condannati per fatti di incitamento all'odio e alla discriminazione razziale ai danni dei nomadi Sinti. Alcuni di essi, insieme all'Opera Nazionale Nomadi, costituiti parti civili, hanno ottenuto provvisionale del risarcimento spettante. 

Alla manifestazione di Verona l'attuale ministro per le Riforme Calderoli era addobbato con la toga, attorniato dai parlamentari della Lega Nord. Sono state bruciate in piazza copie della sentenza sgradita ed è stata esibita una lapide con il nome del magistrato che ha rappresentato lo Stato in quel processo, ricorda il Csm.

Tali iniziative paiono oggettivamente idonee, in primo luogo, a comprovare la notevole immedesimazione del movimento politico denominato "Lega Nord", e della sua cultura politica, con fenomeni che la sentenza ha qualificato come di incitamento all'odio e al razzismo.

Per altri versi, si tratta di iniziative che appaiono parte di un disegno più ampio, perfettamente enucleate nei contesti della destrutturazione localistica della carta costituzionale denominata "devolution", e della stessa contro-riforma, in senso sostanzialmente autoritario, in materia di giustizia.

Esse hanno avuto, tuttavia, sostanzialmente ad oggi solo due risposte
efficaci: quella del vice presidente del CSM Carlo Rognoni, quella del Presidente della Camere penali avv. Randazzo.

Nel sostanziale silenzio delle cariche istituzionali, e con scarne ed insufficienti prese di posizione politica.

Appare inavveduto ed improprio, ad esempio, limitarsi a definire "carnevalate"
questo tipo di situazioni come l'on. Violante ha fatto: con un sostanziale giudizio di sottovalutazione sia di tali iniziative, in sè e per sè considerate, sia dei contesti, più complessivi, cui esse sono certamente funzionali.

Le forze politiche democratiche hanno il dovere costituzionale di iniziare a rammentare con efficacia e chiarezza che presupposto fondativo del diritto di partecipazione democratica è, appunto, il rispetto della Costituzione e dei suoi principi essenziali.

Insieme alla consapevolezza che non è sufficiente limitarsi ad anatemi rituali e stanchi per fatti, che, se accadono, sono anche frutto di errori gravi degli anni passati: nel corso dei quali, evidentemente, non si è costruito un tessuto democratico ramificato ed inclusivo, teso al rispetto della legalità costituzionale e a prevenire, al tempo stesso, ogni fenomeno di razzismo o di devianza.

Per altri versi ancora, la manifestazione di Verona assume il significato simbolico di rappresentare il punto forse più vistoso di questi anni pure caratterizzati da ampi strappi del tessuto costituzionale.

Ma essa deve segnare una inversione di tendenza: deve provocare indignazione ed una reazione democratica efficace e forte.

E' in questo senso che il messaggio del vice presidente del CSM e del Presidente delle Camere penali, sono anche essi, letti insieme, assai simbolici, tanto più se raffrontati al sostanziale silenzio, al momento, delle cariche istituzionali per questi fatti gravissimi.

V'è da supporre che gli attacchi vistosi alle istituzioni, alla magistratura, alle vittime dei reati, agli avvocati che difendano soggetti sgraditi all'attuale governo proseguano e si accrescano nei prossimi mesi.

Dalla Magistratura e dalla Avvocatura, insieme, è necessario provengano in primo luogo gli anticorpi necessari a costruire una rete che rigetti ed isoli questi fenomeni.

Il passaggio successivo è un documento fondativo che isoli e condanni in modo netto e chiaro fatti come quelli di Verona, da porre a presupposto dei progetti e dei programmi di tutti i partiti, senza distinzione, tanto più in vista delle prossime elezioni politiche.

E' una proposta, aperta ad ogni contributo di riflessione e di pensiero, di cui "Democratici Solidali Liberali" si fa promotore.


Dal messaggio del vice presidente del CSM Carlo Rognoni inviato al Procuratore della Repubblica di Verona.

"Desidero esprimerle la mia più viva solidarietà per gli attacchi che ha subito, inqualificabili, rispetto ai quali non si sa se è più forte l'indignazione o la disarmata amarezza per comportamenti che, inaccettabili per chiunque li pratichi, sono umilianti per tutti quando vengono da chi ha responsabilità sul piano istituzionale".

Scrive ancora che "a questi attacchi, al pari di lei, tutti i magistrati sanno rispondere semplicemente continuando il proprio arduo e difficile lavoro, soggetti solo alla legge, liberi da influenze devianti, da contrarietà o risentimenti per offese avvertite come ugualmente dirette alle persone o all'intero ordine giudiziario".

E conclude: "Il Paese può e deve contare su questa serenità e su questo superiore equilibrio".


Dal messaggio del Presidente delle Camere penali avv. Randazzo:

"In uno stato di diritto le decisioni dei giudici possono essere sempre criticate, ma la critica non può trascendere nell'insulto e negli attacchi personali, e soprattutto non può essere veicolo per minare la libertà della giurisdizione".

 
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