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Francesco Paola
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Da Gutenberg agli ippogrifi. Idee brevi per l'editoria e la diffusione della conoscenza PDF Stampa E-mail
venerdì 25 febbraio 2005


di  Rocco Marcozzi *
Per il rilancio della piccola e media editoria sono necessarie  norme che pongano dei vincoli alle imprese in posizione dominante e, insieme, che
aiutino editori piccoli e medi, librai, e tutti gli operatori del settore a colmare i "gap" attualmente esistenti, ad accedere alle nuove tecnologie, a reggere i costi a volte anche impossibili di un mercato sempre più concentrato. La diffusione della conoscenza, di nuove idee, passa per questo tipo di interventi urgenti assai pi? di quanto non si possa credere. (continua)

* editore, componente del coordinamento della Italia centrale
dei "Democratici Solidali Liberali".


di Rocco Marcozzi *

Sono un piccolo editore, con l'aspirazione di diventare medio. Se fossimo
in un Paese in cui i principi di concorrenza vengono rispettati, in cui
esista un Antitrust con poteri effettivi e non solo purtroppo quasi
formali, avrei certo qualche speranza in più.

Abbiamo sede nelle Marche, in uno dei "poli" industriali di fronte
all'Adriatico: una città densa di piccole e medie imprese. Un tempo
guardavano al mare con speranza, oggi invece con crescente preoccupazione.
L'assenza di regole di concorrenza, a livello anche internazionale, le
mette tutte in pericolo. Ma su questo tornerà un'altra volta, se volete,
magari.

Fare l'editore è un lavoro che mi emoziona spesso. Emoziona pensare a
quante persone, le più diverse, finirà in mano un testo, a quante
sensazioni susciterà. Quante vite può cambiare un libro?

Una volta ho pensato a quanto doveva essere emozionato Gutenberg, a
stampare i suoi primi testi, ed a quante cose sono successe, da allora, un
po' grazie a lui. Mi emoziona pensare a quanto Gutenberg potesse essere
emozionato.

A noi è accaduto di pubblicare testi nuovi, o rimossi dalla circolazione; testi censurati, testi che si
era tentato di ricoprire con una patina di polvere, di rimuovere dall'immaginario collettivo. Ancora una doppia emozione.

Quando circolano idee nuove, quando circola conoscenza, bisognerebbe che
qualcuno cominciasse a pensare a quanta fatica ciò può esser costato
all'editore, fatica ed a volte coraggio; oltre che all'autore
naturalmente.

Mi voglio immaginare, brevi istanti, assessore alla cultura alla regione.
Non di  una regione dell'immaginario, in cui cavalchino Ippogrifi o don
Chisciotti
alla carica della luna, ma di una qualsiasi delle regioni di
questo Paese, in cui ad esempio si andrà a votare.

Che fare per la piccola e media editoria, per la diffusione della
conoscenza, della cultura, in un mondo in cui tutto è collegato, in cui
l'equivalente del battito d'ali di farfalla di una delle imprese in
posizione dominante, che hanno in mano ciò ch'è definito "mercato" può
significare la scomparsa di piccole o medie aziende come la mia?

Occorrono norme che contrastino le posizioni dominanti, naturalmente; e che aiutino
la piccola e media impresa a reggere i costi in ciò ch'è, ripeto,
definito "mercato".

Non avrei i poteri di decidere in luogo dell'Antitrust, naturalmente (ma
poteri effettivi non li ha neppure l'Antitrust, lo dicevo prima), quindi
mi muoverei su un diverso livello.

Ad esempio, aiuterei a pagare l'affitto a chi volesse aprire una libreria. Mi
racconta un distributore romano di come una libreria vicina a San Pietro
sta per essere sostituita da una pizzeria, per i costi insostenibili del
rinnovo del contratto d'affitto.

E' noto infatti che la pizza reca in sè un valore aggiunto culturale ben
elevato, al punto di consentire il pagamento di un fitto con "vista sul
papa", mentre il libro non consente certo simili introiti.
Io pagherei l'affitto al libraio.

C'è poi un altro evento, di cui poco o nulla si parla, che precipita la
nostra cultura a livelli minimi mai raggiunti fino ad ora, - ma sono certo
che nuovi "record" saranno presto raggiunti e superati -: la mancanza di
traduzioni di saggistica di molti testi provenienti da autorevoli
universita' straniere, che non vedranno mai la luce in lingua italiana.
E' come morire tutti un po' dentro, tagliarsi la possibilità di vivere,
non  pensate?

Oggi esistono programmi per finanziare queste traduzioni ma ugualmente
molti testi restano impubblicati in Italia per via del costo d'acquisto
dei diritti d'autore.
Io inizierei finanziando l'acquisto di quei diritti d'autore.

Idee brevi.
Due sassi nello stagno.
Due.
Per cominciare.
E' indispensabile cominciare.




* editore, componente del coordinamento della Italia centrale
dei "Democratici Solidali Liberali".


 
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