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Articolo 21 - Notizie
Articolo 21 intervista
Francesco Paola
Accessi al sito da dicembre 04

 
 
 
I familismi e la fine della politica. Iniziative ed un appello. PDF Stampa E-mail
mercoledì 23 marzo 2005

Il Senato della Repubblica, nella sua attuale composizione, approva la proposta di devoluzione costituzionale. Essa determina l'accrescersi di frammentazioni e localismi. L'arretramento feudale che essa può determinare, l'accrescersi dei dislivelli nel Paese, l'estendersi di posizioni di immunità e di privilegio, cui essa è certamente funzionale, sono di tutta evidenza.  Ma l'attuale situazione non è che il frutto naturale di lunghi anni in cui l'approccio alla cosa pubblica è stato dei più selvaggi: viene alla luce in un sistema politico complessivamente imbarbarito, dalle immunità e dai privilegi sempre più estesi, dai familismi ramificati e diffusi.   

(continua...)

 

Figli, nipoti, soggetti legati da rapporti affettivi o di parentela a politici o parlamentari più meno noti vengono perciò stesso collocati in posizioni di potere. Ad essi vengono attribuite immeritate rendite di posizione. Occupano la politica determinando l'allontanamento da essa di persone capaci e meritevoli.

La rassegna degli articoli, tra gli ultimi pubblicati sul tema, che riportiamo, in ordine di data, in calce a questa nota, ne sono riprova, anche se soltanto parziale. Occorre affermare con chiarezza che il familismo in politica, è la forma più bruta di conflitto di interesse, ne è l'archetipo, la genesi. 

E' una forma di malaffare e di corruzione della politica che non ammette giustificazioni, nè chiarimenti. Determina l'infeudamento della politica, il ritorno a sue forme tribali; determina l'allontanamento e la disaffezione dalla politica, l'indebolimento della democrazia. 

Sono fatti che rappresentano la sintesi estrema di una gestione opàca della cosa pubblica. E chi li pone in essere non dovrebbe avere titolo ad amministrare, per definizione.

Scelte familiste lasciano difatti presumere che l'esercizio del potere sia sempre orientato in modo non imparziale, per favorire qualcuno o sfavorire qualcun altro, così come accade per chi ricopra incarichi in posizione di conflitto di interessi.

Esse determinano, anche, la perdita di competitività di un Paese le cui imprese devono resistere, ogni giorno, alle insidie di un mercato globale e senza regole, in cui il precariato è diffuso, la povertà aumenta.

Non è da esitarsi neppure nell'affermare che le attuali forme di frammentazione e di degenerazione politica traggano le proprie origini dalla concezione familista della politica.

"Democratici Solidali Liberali" ha per statuto il divieto di familismi e di entrare nella associazione in conflitto di interessi,  senza averli risolti in modo sostanziale.  Si propone al tempo stesso di monitorare questi casi, per un quadro di insieme di tali fenomeni e per individuare le risposte più efficaci per stroncarli.

Questo sito si propone dunque di essere un "luogo aperto" per ogni segnalazione.

Non è tanto, anzi, è poco per affrontare e risolvere il tema cruciale dei conflitti di interesse che stanno lentamente uccidendo il Paese.

Ma è una "forma", un agire della politica necessario, nuovo e diverso.

Infine, è da considerare che i familismi sono tanto più disdicevoli, e dannosi, quando siano constatati proprio all?interno di componenti della coalizione che si propongono di sostituire l'attuale Governo, ovvero il governo che ha fatto della occupazione della politica da parte di titolari di imprese in posizione dominante, o in quasi monopolio, la sua ragion d'essere.

Una formale istanza al leader della "Unione" affinchè i casi di familismo politico, che sono, nè più nè meno, la fine della politica, siano quanto possibile isolati e circoscritti, per i danni estesi e non recuperabili che essi possono determinare.

Un invito affinchè si approvi almeno un "codice di condotta" che ne determini -nè più e nè meno-, il ripudio da parte di tutte le componenti della coalizione, che segni un punto di svolta, è quanto di più urgente e necessario.

Quattro articoli da "Il Corriere della Sera", e una nota da "Il Riformista". In ordine di data.

Corriere della Sera - 23 marzo 2005

Di Pietro jr. scende in campo a Montenero

"Il figlio di Tonino sei? Beviamoci un vino cotto!". "Il nipote di Peppino sei? Beviamoci un vino cotto!". "Il marito di Lara sei? Beviamoci un vino  cotto!". E via così. Con gli abbracci che a volte scivolano nel coro:  è Discende dal Matese / la molisana, la molisanaaa...?. Dura la vita, per         il candidato Cristiano Di Pietro. Se va avanti così, girando una a una le  masserie di Montenero di Bisaccia, forse sarà eletto per l'Unione in  consiglio comunale alle elezioni d'aprile, ma certo finirà ciucco. "Il   guaio è che sono astemio", confida con allegria un po' brilla. Mai un  goccino? "Mai. Giuro. E' che proprio non lo bevo, il vino. Solo che qui, come busso a una casa e mi riconoscono... Vogliono tutti bene a mio padre. Come volevano bene a mio nonno. E alla famiglia di mia moglie. E così va  sempre a finire che.... Su coi bicchieri e via col coro: "Discende dal   Matese / la molisana, la molisanaaa...?. E non andategli a dire che qui   casca l'asino e che una volta o l'altra doveva succedere che perfino il   figlio del "mitico Tonino" sarebbe finito in politica. Come Bobo Craxi, così bombardato da quel tormento continuo ("Ma lo sa che lei è tutto il suo papà? Ma lo sa che lei cammina come il suo papà?") che per un verso lo lusinga e per un altro gli pesa tanto che un dì sospirò malinconico: "Se non altro abbiamo lo stesso numero di scarpe". Come "Pippo" Cossiga, il figlio di "don Ciccio", oggi deputato azzurro. Come  Raffaele Fitto, imposto giovinetto a guidar la Puglia gi? dominata da pap?  Tot?. Come mille altri di adesso e del passato, da Antonio Martino (fu Gaetano, ministro) a Massimo D'Alema (fu Giuseppe, deputato), da Giorgio La Malfa (fu Ugo, statista pessimista) a Eva Klotz (fu Georg, dinamitardo tirolese). O come, pietanze d'oggi, i figli di Umberto Bossi, Riccardo e Renzo, in coda per raccogliere l'eredit? leghista come si eredit? un         trum?. ?Ma che c'azzecca??, chiede Cristiano, ?Mica mio padre mi ha raccomandato   in un collegio parlamentare! Stiamo parlando delle elezioni comunali di Montenero di Bisaccia! Oh! Montenero, mica Montecitorio!?. Lo fa, spiega,  per ?senso del dovere: dopo aver dato una mano in tante campagne elettorali, stavolta gioco anch'io. Per il mio paese. Perch? ? qui che voglio fare crescere i miei figli?. Ne ha tre: Antonio, Matteo e Chiara.  Gemelli. Come voleva il destino: in casa Di Pietro fanno tutto in grande.Poteva forse nonno Tonino non diventare un ?super-nonno? dopo essere stato un super-poliziotto, un super-magistrato e un super-man? Che tempi, quei tempi! Francesco Saverio Borrelli scriveva: ?Ha capacit? di lavoro e produttivit? eccezionali grazie a vigore intellettuale, memoria e resistenza fuori dal comune?. La Voce titolava: ?Cos? eroe, cos? normale?. Maurizio Gasparri tendeva entusiasta il saluto romano: ?? un  mito: mejo lui del Duce?. Silvio Berlusconi gli rendeva omaggio: ?Le mie televisioni sono al suo servizio?. Romano Prodi lo blandiva: ?Quello l? dove va si porta dietro i voti come la lumaca il guscio?. Perfino Cesare Previti giurava: ?Nel Polo l'accoglieremmo a braccia aperte?. Per non dire di Francesco Cossiga: ?Ha le qualit? morali per andare al Quirinale?. Tale era l'entusiasmo, per quel pm dai modi spicci che sbagliava l'accento su  ?ineb?tito? e sventagliava raffiche di ?emb?? e intimava alla sinistra di  ?non fare inguacchi?, che un sondaggio Cirm decret? che il 72% degli  italiani lo avrebbe voluto accanto come compagno d'ombrellone e un altro sondaggio di ?Elle? lo immortal? come l'uomo pi? sexy del pianeta dopo  Harrison Ford. E quei discolacci di Cuore presero a incensarlo con una rubrica che imitava le copertine di Molino per la Domenica del Corriere e ogni settimana lo salutava agghindato come Superman e impegnato in imprese pazzescamente impossibili. E di tutto quel delirio, al quale il babbo contribuiva guasconeggiando ?siamo pronti ad appellarci alle piazze!?, caddero pulviscoli di celebrit? anche su di lui, Cristiano.  Ed ecco le tiv? e frotte di cronisti per il giuramento come agente di polizia. E poi per gli esami di maturit? all'Itis di Pratola Peligna, dove le agenzie precisavano che aveva commentato una riflessione di Pavese. E poi per un banale incidente d'auto con tanto di allarmate descrizioni: ?Il  figlio del giudice ha subito un "colpo di frusta"?. E tutti a invidiarlo e a immaginare ?chiss? quanti privilegi? anche se Maria Grazia Cutuli, che poi sarebbe morta per il ?Corriere? in Afghanistan, spiegava su ?Epoca?  che il giornalino del suo corso di polizia scriveva: ?Con un cognome cos?  non potevano che toccargli sei turni di piantone, per giunta di sabato?. Anni dopo, scrollate le spalle dalle polveri di stelle e dai successivi calcinacci caduti addosso al padre (come l'accusa di un coinvolgimento in ?Affittopoli? per quel quartierino di una banca vicino alla Scala),  Cristiano dice di essere un poliziotto, un uomo, un marito e un padre contento. Certo, potrebbe andare meglio. Se gli amici del babbo e del  nonno, per esempio, invece che il vino gli offrissero del chinotto.  
Gian Antonio Stella 

 

Corriere della Sera ? 16 marzo 2005        

Il primogenito di Bossi: ci sono anch'io        

?Ero nella casa di Cattaneo con Renzo, ma non sono stato    fotografato. Deluso? No, con Manuela ho un ottimo rapporto?.  ?Ero anch?io l?, con mio padre, nella casa di Cattaneo, quando hanno fatto quella fotografia. ? che c?era una finestra sola...?. Per questo, dice, ?    stato immortalato col pap? solo suo fratello Renzo. Scalogna. Tutte le foto per lui. E dopo le foto, l?intervista ad Aldo Cazzullo. Dove il  leader della Lega spiegava che l?immagine era ?un messaggio chiaro su chi   verr?? dopo di lui: ?Quando passer? la mano, non certo adesso, qualcosa di  me rester??. Cos? Riccardo Bossi, il figlio avuto dal Senatur nel matrimonio precedente, prima ancora che il padre correggesse il tiro col    Giorno, ha afferrato il telefono e chiamato il Corriere: ?Vorrei precisare il mio pensiero?. Eccolo qua. Alto, grosso, mascella quadrata, sopracciglie folte, vestito blu, cravatta bianca e azzurra, occhiali neri. Un misto tra il Senat?r e il mitico Dan Akroyd dei ?Blues Brothers?. Diplomato in ragioneria, ha 27 anni, ? tornato a iscriversi a Scienze politiche dopo qualche anno di latitanza e muore dalla voglia di far  politica: ?Sa?, spiega Maruska, la vistosa fidanzata bionda, ?? stato scritto che non ? stato preso in considerazione per la successione... Era  necessario che dicesse qualcosa di inerente. ? un equivoco. E poi, diciamo che pi? ancora che il segretario ? il popolo leghista che vorrebbe vedere  nel successore di Bossi un altro Bossi?. Deluso dall?intervista di suo padre?   ?Ma per carit?. Io ho un ottimo rapporto con la Manuela, si sta facendo un bel mazzo. E anche coi miei fratellini... Buonissimo?.  E allora? ?Ognuno dice quello che pensa. Certo, non ? che un giornalista possa   inventarsi tutto. Anche se mio pap? ha precisato poi che non c?era nessuna  investitura. Mi ha dato fastidio il commento. Pareva che mi avesse  tagliato fuori. Non ? cos?. Non capisco perch? voi giornalisti... ?.  Guardi che ? suo padre ad avere aspettato un po? prima di precisare.   ?S?, per?...?. E pareva cos? pacifica, la cosa, che Calderoli e Castelli si erano precipitati a dire: bene, bravo, ottima scelta... ?Non commento. ? stato  un gesto d?affetto. Questo ? un paese democratico e...?. Ma non monarchico: ammetter? che un leader che designa suo figlio...  ?Gliel?ho detto come ? andata. Tutta colpa di una foto. Nella Lega c??  posto per me, per Renzo, per tutti quelli che vogliono impegnarsi. Io sonoun ragazzo che parte sempre dal gradino pi? basso in assoluto ?. Oddio: l?hanno piazzata a fare l?assistente di Speroni a Bruxelles...?Ma io, prima, mi sono fatto un mazzo cos?, sa? Non ho nessun problema ad   andare ad attaccare i manifesti, io. Ci mancherebbe... Lo faccio pi? che  volentieri. Nessuno deve essere paraculato?.   Scusi?   ?Preferisco partire dal basso?. A Bruxelles. ?Mi ? seccato che mi abbiate messo sul Corriere per l?assunzione come assistente. Con tutte le clientele che ci sono in giro...?.  Se l?avesse fatto Mastella, di far assumere suo figlio in Europa, la  Padania l?avrebbe sparato in prima pagina e lei lo sa.   ?Pu? darsi. Non so... Comunque ogni deputato ha diritto di scegliersi chi  vuole. ? una scelta privata?. Con soldi pubblici.   ?Io sono tassato su quei soldi l?, eh! Non ho il cadreghino, io?.   E cos???   ?Non ? un cadreghino. Se lei vedesse il mio contratto...?.   E che fa, a Bruxelles?   ?Il mio lavoro ? andare in Aula, ascoltare, segnarmi quello che dicono... Ovviamente agli affari esteri. Si pu? parlare del Kosovo piuttosto che della Turchia. Si preparano gli emendamenti, si organizzano delle cose...Un discorso importante sono i dazi. Anche perch? qui, ragazzi, le aziende fanno fatica. Fatiiiica... D?altronde... La Cina... Si parla della nazione pi? popolosa al mondo... Eh, insomma... Qualche grosso problema lo sta  creando...?.   Ma lei cosa vuol fare da grande? ?Intanto riprendo gli studi. Poi sicuramente la politica ? un mondo che mi  attrae... Sempre con rispetto di mio padre. Grande rispetto di mio padre. Prima c?? lui, perch? ? mio padre, poi viene la Lega e la gente della Lega... Ho una buona dialettica, non ho paura di parlare di niente qualunque persona anche importante abbia davanti o qualunque domanda mi        faccia. Voglio dare una mano a mio padre e alla Lega. Ma prima devo studiare. E pensare. Ecco, questa ? una materia che metterei a scuola:  pensare. Sinceramente: manca?. I figli in politica, di solito, vanno cos? cos?.   ?Chi l?ha detto? Se hai passione e hai davanti uno che ti insegna pu?        diventare una bella passione. Una bella passione?.   L?ultimo esame all?universit??  ?Oh! Qualche anno fa. Sto riprendendo adesso?.  Il suo personaggio politico preferito, a parte suo padre?  ?No comment?.   Scherza?   ?La Lega! Tutta! Il ministro Calderoli sta lavorando bene. Anche Maroni. Certo, Roma... Ci sono stato, all?interno delle istituzioni. Mio padre mi  portava quando ero piccolo. Bel mondo, sa? Per?...?.   Il suo mito?   ?Napoleone.A casa ho anche i busti. Insomma, qualcuna ne ha combinata. Grande condottiero. Grande. Sono andato anche a vedere il campo di battaglia dove perse?.   Dove?   ?A... Dai che non mi viene... OSign?r, come si chiama? ?.   Waterloo?        ?Ecco. Waterloo. Grande, Napoleone. Morto in esilio col suo uomo fedele al  fianco che ha bloccato l?ora dell?orologio. Diciassette e 48 minuti. Mi  pare?. Oltre a Napoleone? ?Marco Aurelio?, suggerisce Maruska. Lui: ?No, no. L?impero romano non lo considero. Non sopporto ?sta Roma de noantri... L?impero romano, per carit?! Non lo considero. Gusti personali. Carlo Cattaneo, ecco?. Altri? ?Umberto Bossi?. Napoleone, Cattaneo e Bossi... ?Oh, qualcosa ha fatto. Quando facevo le medie, sui libri, c?era gi? Umberto Bossi!?. Insomma, lei oggi vuol dire: sono qua.    ?Certo. Visto che non ? mai stato affiancato il mio nome a quello di mio padre ? giusto che si capisca una cosa: io sono veramente vicino a lui. ? un grande esempio per me. Un grande professore. Io amo la Lega. Amo la  Padania?. Oltre a queste, che passioni ha? ?Sono un tifoso del Milan. Grandissimo tifoso del Milan?. Che libri ha sul comodino? ?Vento del nord. Lo leggo sempre?. Perch?, quante volte l?ha letto? ?Tre, quattro... Non so. ? un libro che mi piace rileggere spesso?. Insomma, ? la sua Bibbia?  ?Ecco, s?, la mia Bibbia. Mi fa capire... ? come se mio padre mi parlasse. Ma le dicevo: il Milan... ?. Scusi: oltre a Vento del nord quali libri...   ?Uff! Ne ho letti tanti... Ken Follett... E molti quotidiani. Molti. La Padania per primo. Ecco, sport ne ho fatto parecchio... Calcio. Portiere.        Sempre stato portiere?.        Pugilato?        ?Boxe thailandese?.        Quindi all?occorrenza potrebbe menare...        ?Per carit?! Fortunatamente Ges? Cristo ci ha dato il cervello. Ritengo        l?intelligenza umana la miglior macchina concepita al mondo?.   Religioso?  ?S??. A messa la domenica?   ?No?. Ogni quanto? ?Non me lo ricordo?.  Musica?    ?Musica... S?, mi piace. Anche la classica....?.   Per esempio?   ?Ho comprato recentemente un cd...?.  Come si chiama? ?I pagliacci. E? stato fatto da... Come si chiama? E poi Maria Callas. La  divina. Ricorda un po? la Maruska. Il naso, forse... E gli U2. Ecco, i  quotidiani. Li leggo tantissimo La pagina politica me la impongo per  prima?.  Cinema?   ?L?ultimo ? stato La Passione di Cristo. Un film che sono rimasto l??.  Ah... ?Ma preferisco Sky. Nella mia collezione di film ho Il padrino, Braveheart, che guardo spesso... Ne ho parecchi... Ultimamente ho preso quelli di Kubrick?.    Belli?  ?Mai guardati. Un paaaazzo!?. E perch? li ha presi?   ?Erano allegati a un giornale. Sai, ti fai la collezione... Ho visto Gli  angeli di Borsellino. Il muro di gomma mi ha lasciato pensare molto?. Fra dieci anni come si vede: ministro? ?No. Troppo giovane?. Qualcuno l?ha fatto, a 36 anni.   ?Se lavoro e mi impegno...?.   Grazie. ?Che titolo mi fate??.   Potrebbe essere: ?Ci sono anch?io?.    ?Bello. Me pias. Ci sono anch?io?.        

Gian Antonio Stella    

 

Corriere della Sera ? 15 febbraio 2005                        

Il sottosegretario assume la figlia al ministero  

La nomina finisce sul sito del dicastero                        

Elisabetta Casellati (FI), vice di Sirchia, le fa un contratto da portaborse.

E lei ringrazia: ?Dimostrer? quanto valgo?  

?Governer? come un buon padre di famiglia?, promise   Berlusconi. Elisabetta Casellati, pasionaria azzurra, annu? commossa. Anche lei, giur? a se stessa, avrebbe  governato come una buona madre di famiglia. Cos?, appena nominata sottosegretario, ha assunto come capo della  segreteria al ministero della Salute sua figlia Ludovica. ?Grazie, mamma!?. ?Te lo meriti, amore?. I soliti                          maliziosi, si sa, diranno che non si tratta di una   coincidenza. E sputeranno fiele dubitando che la selezione sia stata aspra, che siano stati vagliati  migliaia di curriculum, che siano stati consultati i  migliori cacciatori di teste o chiamati a colloquio centinaia di giovani... E rinfacceranno a Silvio  Berlusconi di avere giurato che lui avrebbe ?chiuso coi metodi della vecchia politica? e ?sradicato il clientelismo? e risanato lo Stato facendola finita con le spintarelle e le assunzioni facili. E magari arriveranno a tracciare un paragone con il caso di Umberto Bossi, che dopo aver detto che ?la natura clientelare dello Stato dopo 150 anni? sarebbe andata in soffitta in nome dell'?assoluta trasparenza contro ogni  forma di corruzione e clientelismo?, ha visto due deputati leghisti europei assumere a Bruxelles come assistenti accreditati (12.750 euro al mese) suo  fratello Franco e suo figlio Riccardo. Ma la bella Ludovica, nella veste di Capo della Segreteria del  Sottosegretario di Stato (niente smentite:vedere sito  del Ministero) assicura anche a nome della genitrice che  non ? cos?. E spiega, in una deliziosa intervista al Corriere del Veneto, di avere tutte le carte in regola: ?Ci ho messo  dieci anni perch? non mi chiamassero "figlia di" e  adesso non vorrei passare per quella aiutata da  mammina?. Di pi?: ?Pu? giudicarmi solo chi mi conosce sul lavoro e sa bene qual ? la mia professionalit?,    guadagnata sul campo, dimostrata in ogni incarico che ho  avuto?. Certo, a incrociare nelle banche dati il suo nome con le voci ?salute? o ?sanit?? o parole simili, si  recuperano risultati cos? scoraggianti (zero carbonella)  da far immaginare che sappia della materia quanto sa del Tamarino di Edipo o del delfino di fiume del Punjab. N?  si conosce molto delle tappe della carriera manageriale  che, sempre nella cocciuta ostinazione di dimostrare che  lei ? del tutto estranea a ogni raccomandazione della  madre parlamentare berlusconiana, ha percorso nella berlusconiana Publitalia, la concessionaria di pubblicit? del gruppo Mediaset.   Dire che sia del tutto sconosciuta, tuttavia, sarebbe  ingiusto. Gli appassionati di vita mondana e i   frequentatori dei siti di ?gossip? veneti, infatti, la  conoscono benissimo. Primo: perch? passa per una delle  pi? puntuali ospiti di tutte le feste, i cocktail, i gal? e rinfreschi che vengono organizzati nei locali pubblici e nelle dimore private dall'Adige al Tagliamento. Secondo: perch? da queste sue   frequentazioni trae da qualche tempo una rubrica sul Gazzettino dal titolo ?Think Pink?. Dove c'? grande spazio per la salute e le attivit? pi? salutari. Come le  battute di caccia in botte in laguna organizzate da ricchi imprenditori col ?servidor de valle?. O le   vacanze all'isola d'Elba di ?Gabriella Baggini Morato,   meglio nota come Baby dinamicissima imprenditrice  padovana? con tutta la famiglia, il marito Orio, la    figlia, il gatto Tolomeo e i cani Sofia, Riccardo ed     Elton. Per non dire della ?incoronazione di Miss Mojito?, dei trionfi del ?dj Kenny Carpenter consacratoal successo nel gotha della dance newyorkese?, delle ?serate gastronomiche a tema dedicate al baccal??. Il  meglio tuttavia, dicono gli intenditori, ? stata la pubblicazione qualche settimana fa di un reportage sulle feste del bel mondo a Cortina: ?La palma del  divertimento ? andata sicuramente al goliardico e pimpante gruppo dei vip padovani ultracinquantenni, che hanno riservato per l'occasione malga Staolin: i   Vittadello, gli Stimamiglio, i Brugnolo, i Cristiani, i Facco, gli Agostosi, i Rinaldi, la neo sottosegretaria    alla Sanit? Elisabetta Casellati Alberti con il  marito...?.   E chi c'era tra le firme che avevano collaborato al     pezzo? Lei, la tenera Ludovica. Conflitto d'interessi  amorosi? Ma per carit?, lo sapr? ben la mamma, cos'? un  conflitto. Avvocato, docente universitario, parlamentare  di Forza Italia dal 1994, donna combattiva sempre pronta alla pugna e premiata via via con una serie di incarichi   istituzionali fino alla presidenza della Commissione  Sanit? (con soddisfazione di Farmindustria,    l'associazione delle imprese farmaceutiche, generosa di  versamenti registrati nei suoi confronti) e poi alla vicepresidenza del gruppo azzurro al Senato, la Casellati non ha perso occasione, negli anni, per tirar  fuori grinta e fantasia. E un giorno prometteva ?entrodue settimane? una specie di ?angelo custode? per i  tiratardi con l'inserimento in ogni discoteca di ?una   figura istituzionale? (un vigile urbano?) in servizio dalle ore 22 in avanti, un altro sentenziava che ?la Rai   non ? stata mai cos? pluralista? come in questi anni  azzurri, un'altra sbeffeggiava Romano Prodi per la chioma nero-seppia bollandolo come un Pinocchio ?prontoa negare l'evidenza anche quando qualcuno avanza sospetti sulla sua capigliatura?.Il massimo, per?, l'ha sempre dato sul conflitto d'interessi. E una volta invitava la sinistra a non aver fretta perch? la Casa delle Libert? aveva cose pi?  urgenti, un'altra tuonava che ?la Cdl ha dimostrato che  il conflitto d'interessi pu? essere risolto?, un'altra  ancora si compiaceva: ?Noi governiamo solo  nell'interesse dei cittadini?. Va da s? che i suoi   avversari, adesso, l'aspettano al varco. Con tre domande. La prima: dopo la nomina a sottosegretario ha  chiuso l'attivit? legale che l'ha vista impegnata fino all'ultimo, per esempio nella difesa di Stefano Bettarini contro Simona Ventura? La seconda: come mai   non risulta ancora essersi dimessa dalla carica di  amministratore delegato della societ? finanziaria Esa  srl, carica vietata dalla legge sul conflitto d'interessi? La terza: ? vero che la giovane Ludovica ha   avuto al ministero un contratto da 60 mila euro l'anno,   cio? quasi il doppio di quanto guadagna un funzionari    ministeriale del 9? livello con quindici anni di  anzianit??   Gian Antonio Stella        

 

Corriere della Sera - 11 novembre 2004                          

Bossi, in Europa il fratello e il figlio del Senat?r                         

Franco e Riccardo a Strasburgo al seguito di Speroni e  Salvini.
Bossi, in Europa il fratello e il figlio del Senat?r.
Quando il Carroccio tuonava conro il clientelismo, il  nepotismo e gli arrivisti                          

di GIAN ANTONIO STELLA                

In attesa che Umberto Bossi sia pronto al gran rientro   (auguri), la Lega Nord guarda al futuro. E ha mandato a    prendere confidenza con Bruxelles e le istituzioni    comunitarie, nel mentre crescono i giovani eredi Renzo, Roberto Libert? ed Eridanio, un altro paio di appartenenti alla Real Casa Senat?ria: Franco Bossi (il fratello) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito). Assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati. Portaborse, avrebbero detto i padani duri e puri di una volta. Ma pagati sontuosamente. Per l'attach?, ogni deputato riceve  infatti 12.750 euro. Pari a 24 milioni e 687 milavecchie lire. Al mese. La notizia, contenuta nell?elenco  ufficiale pubblicato dall?Europarlamento e facile da  controllare sul sito internet www2.europarl.eu.int/assistants, non precisa che mestiere facciano i due. Visto che l'assistente accreditato, pagato coi soldi nostri, ? il braccio operativo di ogni bravo parlamentare, si presume che parlino fluentemente alcune  lingue, capiscano di economia, siano dotti nelle materie  giuridiche e magari abbiano una competenza specifica in   qualche settore chiave nel quale il deputato di  riferimento deve destreggiarsi.   Franco Bossi, una preparazione, ce l'ha. Sa tutto di valvole, canne, pistoni, bronzine, guarnizioni, pompe ad  acqua... Dopo aver studiato fino alla terza media inerpicandosi su su fino alle ?commerciali?, manda  avanti infatti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona. Una professionalit? che, unitamente alla passione leghista, ha spinto il Carroccio non solo a ipotizzare  una sua candidatura alla Camera al posto di Umberto nel  collegio di Milano 3 (dove poi, forse per evitare leaccuse di far tutto in famiglia, fu scelto il medico di  casa del Senatur) ma ad affidargli negli anni ruoli di  spicco quali quello di c.t. della squadra di ciclismo  della Padania, di socio della controversa "cooperativa  7laghi", di membro del consiglio di amministrazione dell'Aler (case popolari) di Varese. Esperienze che a   Bruxelles gli saranno utilissime. Quanto a Riccardo Bossi, se ne sa ancora meno. Se  infatti sono ormai celebri i fratelli avuti dal pap? nel  secondo matrimonio, e in particolare il delfino Roberto Libert? cui il giornale La Padania arriv? a regalare per  il compleanno un?intera pagina di sdiluviante entusiasmo (?Che fortuna avere 12 anni e festeggiarli in cima al Monte Paterno!?), lui ? infatti rimasto sempre piuttosto defilato. Si sa che ha 23 anni, che ? un ragazzone grande e grosso, che va matto per le auto ed ? fuori corso all?universit?. Fine. Figlio di Gigliola Guidali, la prima moglie del segretario leghista che raccont? in un'intervista di aver chiesto la separazione dopo aver  scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore ("ciao amore, vado in  ospedale") senza essersi mai laureato, pare non somigliare molto al padre. Tranne in una cosa: come il  Senat?r alla sua et?, diciamo, non ? propriamente un secchione.  A scegliere come braccio destro Franco Bossi, dice il  sito dell?Europarlamento, ? stato Matteo Salvini, gi?  direttore di quella Radio Padania Libera che per anni ha  cannoneggiato contro il clientelismo e le assunzioni in  Terronia di amici, cognati e parenti. A scegliereRiccardo, lo ?zio? Francesco Speroni, che di Umberto Bossi ? stato il capo di Gabinetto al ministero delle  Riforme e che in tema di nepotismo aveva gi? fatto  spallucce davanti a un?altra polemica: la designazione,   come presidente della provincia di Varese, di MarcoReguzzoni, marito di sua figlia Elena. Intendiamoci: tutto il mondo ? paese. Lo ricordava gi?,   ai suoi tempi, il cardinale Enea Silvio Piccolomini  diventato Papa col nome di Pio II: ?Quand?ero solo Enea  / nessun mi conoscea / ora che sono Pio / tutti mi  chiaman zio". La scelta del fratello e del primogenito del Senat?r per quelle due cadreghe europee, tuttavia,  sia pure preceduta da altri piacerini a parenti e amici, segna il punto d?arrivo di un cammino che pareva partito con altri itinerari. Basti ricordare alcuni dei moniti di Umberto contro il ?familismo amorale? e i regali ai  clientes: ?La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo?. ?Il nostro programma?   Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini?. ?Non si  barattano i valori-guida con una poltrona!?.  ?Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi  se vogliamo cambiare la societ?!?.  Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al mitico ?Sciur Cür?t?. E impresse nel marmo della storia da un gesuitico comunicato dall?allora addetta stampa della Lega  Simonetta Faverio: ?In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci pu? esser posto per gli  arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, "i pentiti" e i lottizzatori. Chi si ? proposto di cambiare questo nostro povero Paese non pu? nello stesso tempo volere un posto al sole per s? o per i suoi amici, non pu? usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i  piccoli uomini politici della partitocrazia. Non pu?  insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi cos?  gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto?. Parole d?oro. Premiate un paio di  anni fa con la nomina di Simonetta, in quota leghista, a vice della ancillare Anna La Rosa alla direzione dei servizi parlamentari della lottizzatissima Rai.        

da Il Riformista - 29 giugno 2004

                 

Dopo avere ben meritato come assessore alla Provincia di Ancona, l'ex centrocampista della Salernitana Marco Pecoraro Scanio (fratello di) ? stato acquistato dalla Provincia di Salerno, dove ? stato appena confermato nello stesso ruolo (quello di ?assessore esterno?). Con il vantaggio di essere anche pi? vicino a casa.


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