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Francesco Paola
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Elezioni britanniche, un buon auspicio. I Democratici Liberali e le nuove strategie progressiste. PDF Stampa E-mail
venerdì 06 maggio 2005

Il dato significativo che emerge dalle elezioni britaniche non è la prevedibile perdita di consensi del Labour di Tony Blair, nè la contenuta  avanzata dei conservatori, ma l'aumento di voti e di seggi dei Democratici  Liberali. Nei contesti di un sistema elettorale bipolare, e di collegi uninominali  secchi, è un successo tanto più sigificativo. La premessa da cui muove questa breve analisi politica è l'assenza di una strategia progressista su temi essenziali, e la necessità di una forza  politica che sappia cogliere le sfide della modernità. (segue...)
 

(...segue dalla prima)
E' una esigenza sempre più avvertita in Gran Bretagna, è una drammatica urgenza in Italia. Su che cosa il "rassemblement" delle forze di centro sinistra si è mostrato carente? Su molte ed essenziali priorità decisive per lo sviluppo. Troppe.
Ne elenchiamo alcune:
1) La soluzione dei conflitti di interesse;
2) L'assenza di norme che impediscano le concentrazioni monopolistiche, specie nei settori della informazione;
3) La sostanziale chiusura del mondo bancario, ed il ruolo protezionista della Banca di Italia, come le stesse recenti vicende della Banca Antonveneta e della Banca Popolare di Lodi dimostrano;
4) L'assenza di una effettiva tutela del risparmio e della fiducia pubblica; il tentativo di depenalizzare la bancarotta trova la propria genesi in progetti di riforma del centro sinistra;
5) Casi di familismo e clientele diffuse;
6) Una sostanziale assenza di interesse al mondo delle professioni libere, lasciata alle  autodeterminazioni categoriali e corporative, con un "gap" sempre maggiore di credibilità rispetto agli altri Paesi europei;
7) Una sostanziale regressione dei valori di laicità dello Stato fondativi della nostra  costituzione repubblicana.
Tutto questo ha determinato:
1) L'occupazione della politica da parte di soggetti titolari di posizioni di monopolio nei settori chiave della informazione e della comunicazione (il mostruoso "caso Italia");
2) Norme tese a rafforzare, in questi anni, le posizioni dominanti in economia e ad  abbassare la tutela delle vittime dei reati;
3) La edificazione di "zone  franche" in "aree sensibili" come il falso in bilancio, la bancarotta, la  criminalità dei colletti bianchi, in genere;
4) L'invasione massiva di etica di derivazione religioso-fondamentalista, tradottesi in norme di  legge gravemente penalizzanti (il caso fecondazione assistita ne è solo l'ultimo ed emblematico esempio);
5) L'arretramento vistoso dei sistemi di istruzione pubblica;
6) Progetti di frammentazione costituzionale e di demolizione delle garanzie della separazione dei poteri.
Su questo si gioca il prossimo futuro, la modernità, la sfida dei tempi moderni:nella percezione della interdipendenza che lega tutte le questioni e le libertà fondamentali.
"Democratici Solidali Liberali - DSL" trae dal successo dei Dem Lib britannici motivo di incoraggiamento per il loro tentativo di innovare la  politica italiana, di svecchiarla, di costruire un paese avanzato e moderno.
 
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