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Francesco Paola
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Il puzzle siciliano e la necessità d'innovazione politica PDF Stampa E-mail
martedì 17 maggio 2005

Con la vittoria in controtendenza a Catania la coalizione di destra dà dimostrazione di nuove modalità organizzative, meritevoli di analisi.
La riconferma di un sindaco di destra non particolarmente accreditato è avvenuta sostanzialmente grazie al proliferare di liste di ispirazione autonomista, promosse dal presidente della provincia di Catania ed parlamentare europeo on. Lombardo.
Esse paiono il tentativo di una operazione politica sotto pi? profili sinergica a quella che condusse alla costituzione del movimento denominato "Lega Nord": cadono, inoltre, nel particolare momento storico che vede il tentativo di pervenire ad una riforma costituzionale che tende a rafforzare i localismi autonomistici, con tutto ciò che ne consegue. (segue...)

Le liste per la "autonomia siciliana" sono radicate in una tendenza storica dell'autonomismo siciliano e hanno di certo trovato il loro collante politico nel potere contrattuale del loro fondatore.
Esse sono tendenza da non sottovalutare: e difatti, in contesti nei quali la forza della "Unione" è proporzionale alla esistenza di una "rete" nazionale coesa e solidale, l'antidoto può essere rappresentato proprio da movimenti di ispirazione autonomista, che fanno invece della frammentazione costituzionale, e dell?infeudamento locale, il loro dato essenziale e fondativo.
Sotto altri profili, era ben prevedibile che esse recassero consenso alla destra e alla rielezione del sindaco da essa proposto, data anche la estesa platea di candidati che esse presentavano (moltiplicati per quattro liste, sostanzialmente clonate tra loro, in esecuzione di tale unico disegno).
A tali mosse la "Unione" ha risposto in modo lento e tradizionale, senza percepire la portata di tale contromossa politica, e ha perso.
Ed è una sconfitta tanto più cocente data l'estensione, al Sud e in Sicilia, delle sacche di povertà sempre maggiori, l'approfondimento dei divari tra classi sociali, le minori chanches per la piccola e media impresa, i provvedimenti volti a rafforzare le imprese in posizione dominante e in monopolio, frutto della azione dell'attuale governo, condizionata in modo congenito dal conflitto di interessi.
Il dato catanese segnerà una recrudescenza, ancora maggiore, della lotta politica e chiama l'"Unione" di centro sinistra ad una forte responsabilità, intessuta di proposte e di progetti coraggiosi e concreti, che non può esaurirsi, come sta accadendo, nella rievocazione, pura e semplice dei risultati elettorali regionali, quasi che essi avessero, di per sè, il potere di esorcizzare il risultato siciliano e di Catania e la possibile rimonta della destra.
Ciò per cui sarà necessario operare, di qui alle elezioni regionali siciliane, è per una Sicilia che preservi il suo impianto autonomistico ma nello stesso tempo sia rigorosa, pulita, moderna; una Sicilia autonoma e orgogliosa delle proprie radici e perciò stesso aperta al mondo; una Sicilia autonoma ma dinamica, competitiva che gioca la sua particolarità e le sue bellezze (culturali, storiche, geografiche) come una opportunità in più da far valere in un Mediterraneo tornato nuovamente "pianura liquida" come dice Braudel, e non confine invalicabile; area di "libero scambio" come avverrà nel 2010, e non teatro di tensioni etniche, religiose e politiche, nè teatro di un nuovo feudalesimo.
La necessità di innovazione politica della "Unione" costituisce pertanto dato essenziale che emerge da questa consultazione.
Una forza "Democratica Solidale Liberale" costituisce certamente un antidoto a tali pericoli di regressione.

Alcuni interventi dell'on. Lombardo, promotore delle liste autonomiste siciliane.

17 maggio 2005

"Il Movimento per l' autonomia ha ottenuto il 20% dei consensi dell'elettorato catanese". Lo ha affermato il leader di Mpa, l'europarlamentare Raffaele Lombardo, definendo l'esito "un fatto nuovo e decisivo non solo per la politica catanese, ma italiana". "Il nostro Movimento - ha spiegato Lombardo - è stato decisivo per le elezioni del sindaco. E poichè il voto di Catania ha valenza nazionale, vincola il governo a rispettare i patti stipulati, il contratto con i siciliani". Lombardo ha spiegato che il suo Movimento punta a "federarsi con un partito nazionale".

L'AUTONOMIA E IL PONTE I PROGETTI PER L'ISOLA 

Quanto sia importante il Ponte sullo Stretto di Messina per lo sviluppo della Sicilia lo abbiamo sostenuto qualche mese fa in un importante convegno che la Provincia di Catania ha organizzato, presente il presidente della società Piero Ciucci. Si tratta della madre di tutte le infrastrutture che mancano nell'Isola: da un nuovo sistema ferroviario rimasto tale e quale dopo un secolo e mezzo di Unità, a un anello autostradale da completare, all'alta velocità tanto reclamata. Il Ponte è l'opera tecnologicamente più avanzata, lo strumento per battere l'isolamento che ci attanaglia e ci penalizza. Si tratta del banco di prova, su cui verificare la serietà di tanti proclami a favore del Sud e della Sicilia, dei buoni sentimenti che quasi sempre poi i fatti si incaricano di smentire. 

Tutti incitano a parole al soprassalto di orgoglio, predicano l'indispensabiltà dello sviluppo del Mezzogiorno per il rilancio dell?economia del Paese, argomentano sulla necessità che si colmi il divario tra Nord e Sud. Quanto pesa la Sicilia a Roma? Poco o niente, tutti noi compresi, bravi a farci la guerra, a cercare il pelo nell'uovo, a dividerci in schieramenti di cui alla gente interessa sempre meno. Poco o niente, grazie anche a un sistema elettorale che consente ad una oligarchia di "nominare" i parlamentari i quali agiscono consapevoli che, per una manifestazione di libert? male interpretata, ma anche per un capriccio del capo, rischiano di perdere il posto e anche per il modello centralista ancora dominante nei partiti che non tollera le autonomie politiche regionali. 


Un combinato disposto di regole elettorali e struttura dei partiti che determina un deficit di democrazia, che scoraggiando e vanificando la partecipazione indebolisce la politica e la subordina ai cosiddetti poteri forti. 

E noi sappiamo che i cosiddetti poteri forti, banche, grandi imprese, grande distribuzione non abitano oramai più qui. Ma nei prossimi mesi, per noi, altri nodi verranno al pettine. 

La riforma federalista dello Stato procede a tappe forzate. E che federalismo sarà? Lo Stato svolgerà una funzione equilibratrice? Ovvero prevarrà la tesi del federalismo fiscale per cui ogni Regione disporrà del gettito fiscale dei propri cittadini ed imprese residenti, come si ha ragione di temere? 

L'Unione Europea investirà nei Paesi della sponda sud del Mare Nostrum risorse sufficienti per innescare processi di sviluppo ed occasioni di lavoro, anche in vista dell'appuntamento dell'area di libero scambio del 2010? Ovvero l'abolizione dei dazi e dei vincoli si tradurrà in una aggressione concorrenziale per l'agricoltura meridionale già fortemente provata da parte di prodotti a basso costo come l'olio tunisino o gli agrumi marocchini? 

E la politica di Coesione europea, che destino avrà dopo il 2006, allorchè la nostra terra rischia la fuoriuscita dall'Obiettivo 1, se prevarrà la linea di Inghilterra, Francia e Germania, per cui destinatari delle ridotte risorse saranno solo i Paesi dell'Est europeo, e il cui il reddito pro-capite dei cittadini è più basso che nei territori del nostro Mezzogiorno? 

Come potrà pesare allora la Sicilia e farsi valere e sottrarsi ad un destino di impoverimento e di emarginazione? Indispensabile dotarsi di una "piattaforma logistica" dei trasporti di cui il Ponte e il grande aeroporto intercontinentale sono pezzi irrinunciabili, puntare all'eccellenza nei servizi (sanitari, formativi, ...) e nelle produzioni (dell'offerta turistica, dell'agricoltura di qualità e biologica, dell'industria tecnologicamente più avanzata, ?). E' così che la Sicilia potrà conquistare centralità strategica nel mercato comune mediterraneo alla quale è candidata sia dalla geografia che da una storia millenaria di sofferte dominazioni che però (consoliamoci!) ci hanno lasciato in retaggio un sincretismo di civiltà, culture e religioni, una capacità di convivenza, di dialogo di tolleranza che non ha eguali nel mondo? 

Ecco l'attualità e l'importanza del tema dell'Autonomia, di una Autonomia istituzionale o statutaria mai compiuta e soprattutto di una Autonomia politica rispetto a un centralismo politico e partitico che finora ha legato le mani alle nostre classi dirigenti. 

Un'Autonomia osteggiata molto spesso anche da nostri conterranei, com'è purtroppo nella nostra tradizione, che però deve prevalere come unica alternativa al declino, alla povertà, alla insignificanza storica. Per questo mi auguro che la consapevolezza, la generosità e il coraggio si facciano strada, soprattutto tra i giovani, perchè la marcia per l'Autonomia sarà lunga e difficile e il percorso irto di ostacoli.


 Catania, 30/04/2005

Raffaele Lombardo
Presidente della Provincia Regionale di Catania e Parlamentare Europeo

"Io sto con Scapagnini"

CATANIA
- "All'interno della Casa delle libertà non ci possono essere fibrillazioni per la scelta del candidato sindaco di Catania perchè ormai è troppo tardi". Lo afferma l'eurodeputato dell'Udc e presidente della Provincia, Raffaele Lombardo, commentando l'ipotesi di una candidatura di Nello Musumeci (An) al posto dell' uscente Umberto Scapagnini (Fi). "C'è stato un dibattito serio - aggiunge Lombardo - rimettere in discussione la candidatura di Scapagnini credo non giovi certamente nè alla coalizione nè a nessuno di noi. Questa è la candidatura, e su questa ci ritroveremo".

Il segretario regionale dell'Udc siciliana presenterà le proprie dimissioni dall'incarico lunedì prossimo alla riunione del Comitato regionale che si terrà a Catania. Lo ha annunciato lo stesso europarlamentare e presidente della Provincia di Catania annunciando che "l'orientamento del comitato, dove abbiamo la maggioranza del 70%, è di eleggere all'unanimità o con una larga maggioranza il senatore Domenico Sudano".

Lombardo ha confermato che non accetterà la carica di vice segretario nazionale dell'Udc. L'esponente ha ribadito il suo "no" spiegando che "questa carica avrebbe un senso se nella riforma statutaria del partito passasse il principio dell'autonomia". "In caso contrario - ha aggiunto - resterà iscritto al partito. Ho degli incarichi nazionali che non eserciterò se non passa l'idea dell'autonomia. C'è il rischio di non esprimere rappresentanze parlamentari che siano in condizioni, come fa la Lega per gli interessi del Nord, di difendere la Sicilia e le sue prospettive".

"Io ho dato la disponibilità delle mie dimissioni - ha osservato Raffaele Lombardo - purchè siano trattate, assieme alle elezioni, nel comitato regionale, dove abbiamo un maggioranza del 70%. Il Comitato si riunirà lunedì prossimo, alle 15, all'Hotel Nettuno di Catania". "Da questa vicenda - ha aggiunto Lombardo - emerge la constatazione che non si fa strada nei partiti politici, senza eccezione alcuna, la proposta di autonomia che porto avanti da otto-nove mesi. Ma se non si farà strada nei partiti politici si farà strada tra la gente. Ecco la ragione per la quale tutto un mondo di gente cristiano democratica, centrista, si riconosce nelle nostre posizioni e alle prossime elezioni comunali di Catania dà vita a quattro liste che si richiamano al movimento per l'autonomia all'interno della Cdl".

"Il nuovo movimento per l'autonomia - sostiene Lombardo - è la strada che tutti i siciliani devono seguire. Mi auguro che i partiti abbiamo l'intelligenza di riceverlo e di valorizzarlo al loro interno. Per noi è una questione di vita o di morte".


9 Aprile 2005

I "quarantenni" prendono le distanze dal governo

PALERMO
- "Non possiamo più sostenere l'azione del governo". E' quanto affermano i deputati dell'Udc Democratici per le libertà, il gruppo dei cosiddetti quarantenni, che si è da poco costituito all'Assemblea regionale siciliana e che è composto da quattro deputati che contestano la linea della segreteria regionale del partito. "Abbiamo sostenuto il governo Cuffaro - spiegano in una nota - nonostante l'inadeguatezza della segreteria regionale dell'Udc. Le decisioni adottate ieri dall'esecutivo in materia di sanità, ci impediscono di continuare a sostenere l'azione di governo".

"Ci sembra giusto e moralmente doveroso - concludono - prendere pubblicamente le distanze da un governo e dall'azione di una parte dell'Udc, dei quali non condividiamo metodi, azioni e soprattutto la carenza di azioni riformatrici". Ieri la giunta aveva nominato i nuovi manager della sanità siciliana e il deputato nazionale dell'Udc, Giampiero D'Alia, aveva chiesto che della vicenda si occupasse la commissione nazionale Antimafia.

"Lo strappo del cosiddetto gruppo dei quarantenni dell'Udc di non sostenere più il governo regionale, è di una gravità senza precedenti e rischia di destabilizzare la Cdl in Sicilia", ha detto il segretario regionale dell'Udc, l'eurodeputato Raffaele Lombardo. "Dopo aver operato una scissione - continua Lombardo - adesso minacciano anche la stabilità della coalizione. Per questo motivo li invito a ripensarci". Sulle nomine alla sanità, che avrebbero provocato la dura reazione dei "ribelli" dell'Udc, Lombardo afferma che "questi deputati lamentano qualche rapporto di parentela nella sanità. Vorrei ricordare loro che non sarebbero lì se avessero avuto altri padri". "Non vorrei - conclude - che il tema della sanità fosse strumentale a un altro discorso: l'autonomia politica del partito in Sicilia che la mia segreteria chiede con forza".

Alle parole del presidente della Provincia etnea ha risposto subito il deputato "quarantenne" Filippo Drago: "Lombardo dimentica che se oggi occupa questa posizione lo deve a chi gli ha consentito con umanità, disponibilità, moderazione e sostegno in tutti i sensi di trovarsi lì. Certo la classe dirigente di oggi non potrà dire lo stesso, Lombardo nella logica dell'arroganza e della sopraffazione, sta indebitamente usurpando tutti gli spazi di potere non rendendo un buon servizio al popolo siciliano. E' l'artefice della ricostruzione del peggiore sistema clientelare e, ahimè lo dico con dispiacere, sarà ricordato, se continua così, come colui che per arroganza personale e chissà quale altro motivo ha distrutto la Casa delle Libertà". Quindi Drago aggiunge: "Chiederemo alla direzione nazionale dell'Udc di commissariare il partito in Sicilia. Fino ad oggi abbiamo lavorato per cercare un vero partito democratico, altri qui gestiscono il partito come un affare di famiglia".

Anche il deputato dell'Udc Giampiero D'Alia ribatte a Lombardo: "I nostri padri hanno contribuito a costruire la Sicilia, lui la sta demolendo pezzo a pezzo. Chi ha destabilizzato e destabilizza la Casa delle Libertà in Sicilia non può dare lezioni a noi che siamo nati nel Polo delle Libertà nel 1994. Quanto al tema dell'autonomia politica Lombardo immagina un partito a suo uso e consumo questo si a dimensione familiare in ogni senso". "E' arrivato - conclude - il momento della chiarezza perchè per noi l'Udc e la Cdl non sono porte girevoli e occasioni ghiotte per fare i propri comodi, sono sempre state una scelta di campo, di condivisione di valori e di comportamenti trasparenti. Lombardo faccia l'unica cosa che pu? dargli un po' di dignità, si dimetta e si goda gli agi del sacco politico della Regione Siciliana di cui è stato protagonista in questo ultimo anno".


3 Marzo 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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