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Articolo 21 - Notizie
Articolo 21 intervista
Francesco Paola
Accessi al sito da dicembre 04

 
 
 
Difendere libertà, uguaglianza dinanzi alla legge, separazione dei poteri. Difendere la Repubblica PDF Stampa E-mail
lunedì 04 luglio 2005

La legge sull'ordinamento giudiziario approvata al Senato è complementare al progetto di "devoluzione" costituzionale e agli obiettivi di frammentazione localistica, alle leggi "personali" degli ultimi anni, fa parte del medesimo disegno. Mentre la politica economica del Paese è fallimentare, il disagio, i dislivelli sociali, il precariato aumentano, i diritti delle donne e delle fasce deboli, le "pari opportunità", in senso complessivo, arretrano, le risorse ed energie del Parlamento e dell'attuale governo sono impiegate, al massimo sforzo, per giungere, come emerge ad una lettura di insieme, alla sostanziale abrogazione della carta costituzionale e dei suoi principi fondamentali. (segue)

Com'era prevedibile, forze estremiste attualmente al governo utilizzano quanto rimane della legislatura per tentare di destrutturate l'impianto costituzionale, nel tentativo di profittare, specie nelle zone più deboli e arretrate del Paese, dalla fase di grave confusione sociale che conseguirebbe alla approvazione di tali leggi.

In un Paese indebolito da prassi illegalistiche , infine, nascono strutture ramificate ed estese, che, secondo gli accertamenti della Procura della Repubblica di Genova, hanno obiettivi paramilitari e la natura propria della associazione per delinquere: controllate e dirette da estremisti di destra, ad esse aderiscono numerosi esponenti delle Forze dell'Ordine. Si tratta di fenomeni da accertare in tutte le loro ramificazioni ed interezza, e che sarebbe gravissimo, com'è accaduto da parte di esponenti della stessa Unione, sottovalutare a priori.

Difendere la Repubblica in modo consapevole e attento dagli ultimi convulsi attacchi di natura estremista e anti-costituzionale è il primo obiettivo.

Ad esso va accompagnata una elaborazione concettuale, e una riflessione di natura giuridico-costituzionale sulle cause che hanno determinato tale abnorme situazione, incluso un tentativo di ri-definizione dello stesso concetto di "crimine costituzionale" (o "delitti contro i principi fondativi della libertà e della uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge").

A questo fine "Democratici Solidali Liberali" istituiscono un forum aperto esteso a giuristi europei ed internazionali, e ad esperti di diritto costituzionale. Consapevoli che quanto accade alla democrazia italiana possa porre a rischio gli equilibri e la esistenza stessa della democrazia europea e mondiale. 

Il tentativo di pervenire alla approvazione di un impianto di norme teso a minare gravemente il principio di separazione dei poteri che costituisce la essenza dell?ordinamento costituzionale repubblicano ètanto più grave perchè si pone in contrasto con l'idem sentire di larga parte dei costituzionalisti italiani e del messaggio alle Camere con cui il Presidente della Repubblica aveva evidenziato più profili di incostituzionalità manifesta della legge.

Come ha dichiarato il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura "si è sempre avuta l'impressione che l'impianto costituzionale volto dai nostri costituenti sia stato, piuttosto che un insieme di regole a cui rendere conforme il nuovo ordinamento giudiziario, regole che per il loro dettato e la stessa loro "filosofia" indicassero i giusti percorsi di riforma, al contrario siano state considerate come ostacoli ingombranti da aggirare e neutralizzare".

Il clima in cui si vive è di incombente pericolo costituzionale; come era da prevedersi, forze estremiste attualmente al governo tenteranno di approvare ogni tipo di legge alimenti la frammentazione del Paese e l'"aggiramento", appunto, della Carta costituzionale, da qui alla fine ormai prossima della legislatura.

L'aggiunta, nella legge che cambia radicalmente le regole sull'ordinamento giudiziario, di una norma tesa ad impedire che un soggetto avente i titoli, e cioè l'attuale procuratore generale presso la Corte di Appello di Torino, dott. Giancarlo Caselli, potesse accedere alla carica di procuratore nazionale antimafia, completa il quadro.

Si legge sulla stampa che il relatore della legge Luigi Bobbio, senatore eletto nella lista di Alleanza Nazionale, "ammette di avere scritto un emendamento "apposta per escludere l'ipotesi che Giancarlo Caselli possa candidarsi alla superprocura antimafia: non merita quell'incarico?".

E' bene evidenziare che l'impianto culturale di tali affermazioni è quello stesso che pervase i momenti peggiori del regime fascista in Italia, quello che condusse alla approvazione delle leggi razziali, e che porta adesso, dopo molte leggi "personali" approvate per evitare che l'attuale Presidente del Consiglio, imputato di reati assai gravi, venisse giudicato, alla approvazione di altre leggi, anche esse "personali", di segno uguale e contrario, con l'esclusivo obiettivo di "eliminare" soggetti sgraditi e ritenuti "non meritevoli" da tali apparati di potere.

Come ha autorevolmente sostenuto il Presidente emerito della Consulta, prof. Giuliano Vassalli, la introduzione della norma-Caselli, di per sè manifestamente incostituzionale, legittima un nuovo rinvio alle Camere della legge sull'ordinamento giudiziario al cui interno è stata inserita.

Vi sarebbe comunque da riflettere sul fatto che, di per sè una attività legislativa e di governo irreversibilmente condizionata dal conflitto di interessi in tutte le sue questioni più essenziali determini la nascita di provvedimenti normativi abnormi (sotto il loro profilo giuridico-costituzionale) e quindi nulli o invalidamente emanati, così come accade per qualsiasi provvedimento normativo che si ponga in contrasto con la normativa UE immediatamente applicabile.

A tale conclusione si dovrebbe pervenire quanto meno quando tali norme siano emanate con l'essenziale concorso decisionale del soggetto titolare di tali posizioni di conflitto e, al tempo stesso, di funzioni decisionali di primaria rilevanza, con il preciso obiettivo di favorire in modo rilevante la propria posizione personale (si tratti di costruire apparati auto-immunitari dalla giurisdizione, o, analogamente, di avvantaggiare le posizioni di dominanza delle aziende di cui è titolare, specie quando esse detengano una posizione di quasi-monopolio nei segmenti di mercato su cui tali leggi vanno ad incidere).

***

In questo clima, frammentato e teso, vengono alla luce, da ultimo, a quanto emergerebbe dagli accertamenti della Procura della Repubblica di Genova, organizzazioni di stampo paramilitare, (il caso "DSSA"), con a capo appartenenti alla loggia P2, le cui finalità sarebbero quelle di "affiancare" le forze dell'Ordine nella lotta al terrorismo e cui risulterebbero iscritti numerosi  appartenenti alle forze dell'Ordine.

Tali fatti, se accertati, paiono del tutto compatibili con il clima illegalistico, e di destrutturazione costituzionale, di questi ultimi anni, che hanno determinato che larga parte della attività parlamentare e di governo fosse impiegata per approvare le leggi "personali" in conflitto di interessi di cui si diceva, e che hanno aperto larghe ferite costituzionali.

Rispetto a tali condotte, obiettivamente assai gravi, è necessaria una riflessione che porti ad una ridefinizione della stessa categoria dei "delitti contro la Costituzione", ovvero di condotte che tentino di abrogare i principi fondativi della democrazia liberale che si sostanziano, appunto, nella libertà e nella uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge e nella separazione dei poteri.

Tutte tali situazioni trovano, si è detto, una loro matrice comune nel conflitto di interessi e nella situazione abnorme che da esso deriva: il condizionamento dell'esercizio stesso della attività parlamentare e di  governo. 

Quanto accade in Italia tocca ormai pericolosamente gli stessi equilibri europei e transnazionali.

I "Democratici Solidali Liberali" si fanno promotori, si ribadisce, di un forum aperto ai giuristi internazionali che porti a una definizione di "crimine costituzionale",  che ricomprenda in esso la attività legislativa in conflitto di interessi, e che includa la adozione di adeguate contromisure tese al risarcimento dei danni arrecati al Paese per effetto dell'esercizio in conflitto di interessi di funzioni od attività pubbliche specie se di rilevanza costituzionale, ovvero alla restituzione delle ricchezze o dei vantaggi conseguiti per tali vie.

 
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